Cuffaro l’africano: “Esporto il vasa-vasa per la Dc del Congo”

«La fatica più grossa? Baciare. Da quelle parti non è come in Sicilia. Ad ogni bacio loro rispondono con altri tre e dunque era tutto moltiplicato. Non si finiva mai». Totò «vasa vasa» torna fiaccato dopo dieci giorni di campagna elettorale in Africa, per la precisione in Congo.

Nel continente nero l’ex governatore siciliano è andato a sostenere «l’amico» Eugene Diomi Ndongata, leader della Démocratie chrétienne congolaise (la Dc locale attualmente all’opposizione) e lo ha fatto come sa fare lui. Baci e abbracci a non finire che «hanno messo a dura prova la mia resistenza fisica». Una missione per conto del partito.

Era previsto che ci andasse Casini, ma non se l’è sentita di sottoporsi alla profilassi antimalarica e così ha deciso di mandare me, anche perché ho una certa esperienza». In che senso? «Nel senso che non sono nuovo dell’Africa. Sono stato più volte in Burundi, Tanzania, Burkina Faso ed ora che ho più tempo non mi dispiace rifare alcune esperienze giovanili. Per tanti che promettono di andare in Africa e non ci vanno mai io ci sono stato e ci ritornerò. A breve andrò a inaugurare un ospedale realizzato con fondi della Regione Sicilia». Nonostante abbia appena finito le dosi di chinino sembra ringalluzzito «Totò l’africano», come l’hanno ribattezzato i suoi fedelissimi. Non è che sta pensando ad un esilio lontano dalla politica e dalla Sicilia? «Niente affatto, anche se la giudico un’esperienza molto formativa. Dall’Africa si vedono meglio anche le cose italiane e siciliane. Ai miei nemici dico di andarci e di restarci per sempre, ai miei amici consiglio di andarci per capire quel che abbiamo e non riusciamo ad apprezzare». E le disavventure giudiziarie? Nessuna domanda imbarazzante? «Nulla. Sono stato accolto con grande calore e ho parlato a migliaia di persone che sanno tutto dell’Italia». E’ tanto entusiasta dell’esperienza africana da mostrare con orgoglio l’album di viaggio e soprattutto la foto che lo ritrae attorniato da bambini («ne ho adottati a distanza oltre 20»). Ma a sorpresa in una foto compare anche l’inconfondibile sagoma di Mirello Crisafulli, ex deputato regionale ds e ora senatore del Pd. Ma che ci fa un esponente del partito di Veltroni nella campagna elettorale della Dc congolese? «Ma no, lui è venuto privatamente». «E’ chiaro — conferma Crisafulli — una sera ci siamo incontrati a cena e visto che non ero mai stato in Africa abbiamo deciso di andare assieme. Lui si è fatto la sua campagna elettorale io sono andato in giro ad ammirare coccodrilli e scimmie». Niente intese trasversali? «Magari — ride di gusto Crisafulli —. Se Cuffaro e l’Udc venissero con noi non sarebbe una cosa da buttar via».

Di Alfio Sciacca sul Corriere della Sera del 17/10/2008

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Una Risposta to “Cuffaro l’africano: “Esporto il vasa-vasa per la Dc del Congo””

  1. nonallineato Says:

    Che peccato che l’insigne statista, adamantino politico e ferreo propugnatore del galantomismo e della legalità non sia rimasto in Congo. Lì davvero avrebbe potuto essere utile.
    luigi nonallineato

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