“Il 10 gennaio partiamo per Gaza per rompere l’assedio israeliano”

carusoPubblico una lettera di Francesco Caruso che, come spesso accade, esponendosi in prima persona, prova a rompere CON LE AZIONI il muro del silenzio su eventi drammatici, come la tragedia che sta vivendo in queste ore il popolo palestinese. SIAMO CON TE FRA’!

Il 10 gennaio salperemo da Cipro con una nave carica di aiuti umanitari e cercheremo di raggiungere la Striscia di Gaza, dove speriamo di attraccare
il giorno seguente.
Sulla nave siamo all’incirca una trentina di attivisti, giornalisti e medici di diversi paesi europei.
“Freegaza” è il coordinamento di attivisti per i diritti umani che periodicamente organizza l’invio di queste navi per tentare di rompere l’assedio di Gaza.
Se in altre occasioni si è riusciti a violare il blocco navale, in questo momento particolamente drammatico, c’è il timore di non riuscire a portare a compimento la missione: del resto, durante l’ultima spedizione, il 30 dicembre, la nave “Dignity” venne attacata e speronata dalla marina
israeliana in acque internazionali, malgrado le comunicazioni preventive anche alle autorità israeliane, circa il carattere umanitario della missione.
Il mio compito è cercare di mantere i riflettori accesi su questa missione, l’attenzione internazionale può essere l’unico modesto deterrente contro eventuali attacchi militari alla missione umanitaria.
Essenso l’unico italiano a bordo, vi chiedo a tutti una mano, in particolare a far circolare le notizie riguardanti la missione di pace che ci apprestiamo a portare avanti. In particolare se ci sono persone disponibili in “real Time” a tradurre dall’inglese i comunicati e le altre informazioni (a partire dai documenti qui segnalati), reperibili comunque in modo aggiornato sul sito http://www.freegaza.org
Per quanto riguarda eventuali aiuti da inviare a Gaza, mi hanno già “caricato” sulle spalle 20 kg. di medicine e materiale sanitario, per cui non posso portarne altro arrivando a Cipro in aereo. L’unica possibilità in questo caso è l’invio di denaro, in modo da reperire a Cipro direttamente il materiale di cui necessitano a Gaza, ma visti i tempi particolarmente brevi, posso mettere a disposizione soltanto la mia postpay (4023600471293375) perchè qualsiasi altro metodo richiederebbe troppo tempo. Altrimenti potete inviare sottoscrizioni direttamente al freegaza a quest’indirizzo: http://www.freegaza.org/it/donate

Tutte le info comunque le trovate sul sito http://www.freegaza.org

francesco

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ABBIAMO AVVISATO ISRAELE, STIAMO RITORNANDO

Larnaca, Cipro – Oggi il Free Gaza Movement ha notificato ad Israele che stiamo per inviare un’altra imbarcazione di emergenza a Gaza. Daremo notizia della nostra esatta data e orario di partenza e della rotta che seguiremo nei prossimi giorni. Partiremo dalle acque cipriote, navigheremo
in acque internazionali e poi direttamente nelle acque territoriali di Gaza, mai avvicinarci alle acque israeliane.
I continui attacchi israeliani alla striscia di Gaza hanno ucciso oltre 640 Palestinesi, compresi molti bambini e donne, e causato migliaia di feriti.
Questi atti di Israele costituiscono gravi e massicce violazioni degli obblighi umanitari internazionali definiti dalle Convenzioni di Ginevra, sia rispetto agli obblighi di una forza di occupazione che per quanto imposto delle leggi di guerra. Le Nazioni Unite non sono riuscito a proteggere la popolazione civile palestinese dalle massicce violazioni di Israele agli obblighi umanitari internazionali. Per questo,noi cittadini interessati delBelgio, Colombia, Francia, Canada, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Giordania, Kuwait, Scozia, Spagna e Stati Uniti, riteniamo che sia nostro preciso dovere moralefare quello che possiamo per fornire qualche misura di protezione.
I militari israeliani hanno violentemente attaccato un recente tentativo del Free Gaza Movement di inviare un’imbarcazione di emergenza carica di medici e di rifornimenti medici a Gaza. Nelle prime ore di martedì 30 dicembre, la Marina Israeliana ha speronato la nostra imbarcazione, la DIGNITY, in acque internazionali. Nè la DIGNITY, nè i relativi passeggeri ed equipaggio avevano mai costituito una qualsiasi genere di minaccia per Israele ed il governo israeliano era stato avvisato della missione il giorno precedente. Nonostate cio’ siamo stati violentemente speronati tre volte, senza alcun preavviso, dalla Marina Israeliana, con l’evidente intenzione di rendere inservibile l’imbarcazione, mettendo a rischio le vite dei 16 passeggeri a bordo.
Non siamo intimoriti ne’ trattenuti dalla violenza dei militari israeliani e intendiamo navigare ancora verso Gaza.
Siamo medici, giornalisti, parlamentari ed osservatori dei diritti umani che intendono raggiungere la gente di Gaza per portare loro l’aiuto medico tanto necessario e per testimoniare le atrocità che là sono commesse contro i Palestinesi.
Siamo disposti a mettere i nostri corpi in prima linea per fermare gli illegali massacri israeliani della gente palestinese (abbiamo ricevuto le minacce di morte che ci avvertono di non ripetere il nostro tentativo) e portare all’attenzione del mondo i crimini di guerra che accadono a Gaza contro 1.5 milioni di Palestinesi.

FREE GAZA MOVEMENT
http://www.freegaza.org

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All’attenzione di Nadia Salvatori
(segreteria particolare on. Frattini)

All’attenzione di Luigi Mattiolo
(Ambasciatore italiano in Israele)

Con la presente vorrei comunicare alla S.V. che il sottoscritto in data 10 c.m. salperà dal porto di Lenarca in Cipro per raggiungere il porto di Gaza, con una nave carica di aiuti umanitari, dove prevediamo di attraccare il giorno seguente.
Sulla nave siamo all’incirca una trentina di attivisti, giornalisti e medici di diversi paesi europei.
Il Freegaza è il coordinamento di attivisti per i diritti umani che periodicamente organizza l’invio di queste navi per tentare di rompere
l’assedio di Gaza.
Se in altre occasioni si è riusciti a violare il blocco navale, in questo momento particolamente drammatico, c’è il timore di non riuscire a portare
a compimento la missione: del resto, durante l’ultima spedizione, il 30 dicembre, la nave “Dignity” è stata attacata e speronata dalla marina israeliana in acque internazionali, malgrado le comunicazioni preventive anche alle autorità israeliane, circa il carattere umanitario della missione.
Siamo disposti a mettere i nostri corpi in prima linea per cercare di fermare il massacro.
Il Free Gaza Movement ha già notificato ad Israele la nostra esatta data e
orario di partenza e della rotta che seguiremo nei prossimi giorni.
Partiremo dalle acque cipriote, navigheremo in acque internazionali e poi direttamente nelle acque territoriali di Gaza, mai vicino alle acque israeliane.
La prego pertanto di attivarsi presso le autorità israeliane comptententi affinchè sollecitino tale corridoio umanitario via mare e quindi garantisca alla missione umanitaria la possibilità di sbarcare a Gaza per portare aiuti, conforto e assistenza medica alla popolazione di Gaza.

Francesco Caruso

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Una Risposta to ““Il 10 gennaio partiamo per Gaza per rompere l’assedio israeliano””

  1. baruda Says:

    http://baruda.wordpress.com/2009/01/12/giustiziati-uno-ad-uno/

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