Voto di scambio, indagati a Palermo assessore regionale e un altro big Udc

LombardoCandidati alle europee, sono coinvolti in un’inchiesta con alcuni boss. Che avevano nascosto un arsenale per i prossimi attentai.

Tremila euro per comprare un pacchetto di 60 voti. I soldi li avrebbe tirati fuori Antonello Antinoro, politico di grido dell’Udc in Sicilia, meglio noto come mister 30 mila voti. Tanti ne prese alle regionali del 2006, confermandosi due anni dopo quando fu rieletto all’Assemblea regionale siciliana con 28.250 preferenze. Ad Antinoro la Dda di Palermo ha notificato un avviso di garanzia per voto di scambio nell’ambito dell’inchiesta Eos dei carabinieri sugli affari illegali di alcuni boss delle famiglie mafiose palermitane, traffici di droga ed estorsioni.

Medico fisiatra, Antinoro, eletto un anno fa anche alla camera, è assessore ai beni culturali e alla pubblica istruzione nel governo di Raffaele Lombardo. Grazie al suo peso politico e al pacchetto di voti che si porta dietro, l’Udc ha schierato Antinoro nella lista per le elezioni europee. In lista c’è un altro big del partito di Casini in Sicilia, Nino Dina, anche lui finito nell’indagine. Per Dina, di professione medico-ortopedico, l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Alle ultime regionali, Dina ha ottenuto 25 mila voti che non gli sono bastati per un posto in giunta o per riprendersi il ruolo di capogruppo Udc.
Antinoro è stato interrogato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Gaetano Paci e Lia Sava, rispondendo alle domande dei magistrati. L’accusa si basa su un’intercettazione ambientale, in cui due uomini legati a Salvo Genova, un boss di San Lorenzo, parlano di qualcosa da pagare «50 al pezzo», incerti sul quantitativo, oscillante tra 600 e 800. A un certo punto della conversazione, uno dei due telefona all’assessore Antinoro per sapere la cifra esatta: per gli investigatori si discuteva di voti.
«La magistratura ha il dovere di compiere il suo lavoro – ha commentato Antinoro -, ma faccio presente che nell’avviso di garanzia c’è scritto che avrei pagato 3 mila euro per 60 voti. Ricordo che nel 2006 i cittadini mi hanno sostenuto con 30.357 voti e nel 2008 con 28.250. Ogni commento è pertanto superfluo». Claudio Fava (Sd) e Giusto Catania (Prc) chiedono le dimissioni dell’assessore, stessa richiesta arriva dalla Cgil. Saverio Romano, leader dell’Udc in Sicilia, difende il collega di partito, al quale «va riconosciuta onestà e correttezza politica». L’inchiesta ha portato a due ordinanze di custodia cautelare in carcere e al fermo di 19 persone, alcune delle quali avrebbero avuto contatti con politici. Dalle intercettazioni è emersa la disponibilità di un arsenale che doveva servire ai sicari di Cosa nostra per mettere a segno omicidi. I carabinieri stanno cercando le armi nel parco della villa Malfitano a Palermo, in via Dante, dove ha sede la fondazione Whitaker. Le armi sarebbero state sotterrate dal giardiniere della fondazione, Agostino Pizzuto, arrestato. Ci sarebbero fucili mitragliatori, pistole e munizioni, in base a quanto emerge da una conversazione registrata in carcere fra indagati coinvolti nell’inchiesta.
Tra i fermati c’è anche Stefano Fidanzati, con un passato da narcotrafficante, fratello del boss mafioso latitante Gaetano; è accusato di traffico di droga e mafia. Nell’ordinanza si cita anche l’assunzione di un dipendente imposta da Cosa Nostra ai gestori di uno dei circoli più esclusivi di Palermo, il Telimar, frequentato da politici, magistrati ed esponenti della borghesia. Le microspie intercettano uno degli arrestati, Antonino Caruso, esponente della famiglia mafiosa dell’Arenella, mentre chiede a un dipendente del Telimar di parlare col presidente del circolo per l’assunzione di un ragazzo. «Gli dici – suggerisce Caruso al suo interlocutore: ‘Veda che questo ragazzo appartiene al paese’. Punto. Chi lo vuole capire lo capisce».

Di Alfredo Marsala su il Manifesto del 15/05/2009

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Una Risposta to “Voto di scambio, indagati a Palermo assessore regionale e un altro big Udc”

  1. Lefteca Says:

    Mi fa ridere Romano che parla di “onestà e correttezza politica” ..proprio lui che dopo la condanna in Cassazione di Drago (deputato Udc che perderà il seggio alla Camera) ha dichiarato: “continueremo a sostenerlo. Non sarà lasciato solo. Avrà un ruolo nel partito, questo è sicuro”

    http://lefteca.wordpress.com/2009/05/17/u-d-c-unione-dei-condannati/

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