Alternativa Rebelde: comunista, anticapitalista, femminista

Alternativa rebeldeAlternativa Rebelde. Questo il nome del campeggio comunista, anticapitalista, femminista che inizierà domani a Sapri (Sa). Fra le novità dell’ormai storico incontro al quale, ogni anno, partecipano centinaia di ragazzi la più importante risiede nell’organizzazione che vede impegnati, per la prima volta insieme, i Giovani Comunisti, la Federazione giovanile Comunisti Italiani e il piccolo gruppo di giovani di Socialismo 2000.

Gianluca Schiavon, commissario nazionale dei/delle Giovani Comunisti/e ci spiega le particolarità di Alternativa Rebelde: «Sarà un appuntamento nazionale per tutte e tutti coloro che hanno l’ambizione di contribuire ad unificare le lotte politiche e sociali del prossimo autunno». Nell’affascinante location di Capitello, piccola frazione vicino a Sapri, nel bellissimo Golfo di Policastro, per otto giorni «si incontreranno realtà politiche che lavorano a livello giovanile provenienti da tutto il mondo» aderenti alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e all’European Network of Democratic Young Left.
«Abbiamo deciso di organizzare il campeggio in momenti di dibattito, formazione e autoformazione senza tralasciare l’aspetto ludico, giovanile, spensierato con spettacoli, teatro e cinema. Dal reggae alla musica folk-rock di Enrico Capuano e la “Tamurriata Rock” con Zulù, da “Gomorra” di Matteo Garrone e “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì proiettati nell’area cinema al dj set Glbtq del Gay Village e del Muccassassina, ce ne sarà per tutti i gusti.
Ma il risultato vero ottenuto da Alternativa Rebelde consiste nell’aver lavorato per questa otto giorni «tutti insieme sulla strada dell’unità a livello giovanile delle forze della sinistra comunista, anticapitalista, femminista che ora dobbiamo riempire di significato e di contenuti con la presenza appassionata del maggior numero di compagne e compagni», spiega Riccardo Messina, coordinatore nazionale Fgci.
L’appuntamento sarà ovviamente aperto a tutte le organizzazioni politiche e realtà di movimento italiane, nonché un momento di dibattito comune per rilanciare le prospettive di lotta del prossimo autunno.
Il tutto, però, con un occhio sempre vigile alle spalle, alla nostra storia.
E’ questo il senso della seconda giornata (lunedì 24) di Alternativa Rebelde: prima, in un ciclo di incontri sul tema della Liberazione, in cui si toccheranno nei giorni a seguire anche i temi del Comunismo e del Femminismo, si parlerà di Antifascismo con Ferdinando De Leoni, partigiano e presidente onorario dell’Anpi, e Alessandro Hobel, storico del movimento operaio, poi i giovani discuteranno con il segretario del Prc, Paolo Ferrero, di “Una generazione in crisi. La politica e l’incertezza del futuro”: «Sarà interessante capire come il segretario di una formazione politica di sinistra intercetterà le vertenze proposte dai giovani».
Martedì mattina si incontreranno tutte le delegazioni estere mentre nel pomeriggio, con la “nostra” Frida Nacinovich, il magistrato Antonio Ingoia e Orazio Licandro (Pdci) si discuterà su “Come si combatte la mafia”.
Ogni giorno, quindi, diversi dibattiti e tanti momenti di incontro che culmineranno in due eventi di interesse nazionale: il primo, mercoledì 26, quando Giorgio Cremaschi (Fiom-Cgil), Pierpaolo Leonardi (Rdb-Cub), Giampaolo Patta (presidente ass. 23 Marzo Lavoro e Solidarietà) e Antonella Stirati (economista) discuteranno di “Quali proposte per un nuovo welfare in tempo di crisi”, il tutto segnato dalla felice conclusione della vertenza Innse in cui “chi ha fatto il ‘77” ha lottato, e vinto, insieme alla “generazione di Genova”.
Sabato 29, invece, a otto anni da quel 2001 che ci ha privato di Carlo Giuliani e nel pieno della “Solidarietà con l’Abruzzo”, si parlerà di “Militarizzazione della società e repressione del conflitto”: un momento in cui Francesco Caruso, Haidi Giuliani, Giuseppe Grimolizzi delle Brigate di Solidarietà impegnate in Abruzzo, si confronteranno sugli “anni 2000” che, pur mancando ancora un anno, possiamo già definire gli anni della repressione.
Per ripartire, bisogna farlo dai giovani.
In fondo questa è stata la percezione che ha avuto chi ha partecipato alla manifestazione de L’Aquila contro il G8: «Questo è stato l’anno delle mobilitazioni, l’anno in cui si sono gettate le basi per quelle che saranno le lotte che scandiranno il prossimo autunno», commenta Gianluca Schiavon. Sono lontani i tempi della Pantera, così come quelli del ’68 e del ’77: «Il 2000 si può ormai classificare come il decennio del mediattivismo, dell’agire direttamente sul territorio, ma, soprattutto dopo la vicenda dell’Insse, del dialogo e della cooperazione fra generazioni».

Di Daniele Nalbone su Liberazione del 22/08/2009

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