La scommessa vinta di “Alternativa rebelde”

Alternativa rebelde“Alternativa Rebelde” è una scommessa vinta. Un campeggio voluto a dispetto di molti, in primo luogo di coloro i quali hanno sperato che i Giovani Comunisti non fossero in grado di ripartire, di organizzare anche quest’anno un appuntamento politico importante e atteso. Un campeggio organizzato in poche settimane, riunciando alla vacanze, incollandosi al telefono per costruire pezzo per pezzo un evento a cui hanno preso parte, tra gli altri, Paolo Ferrero e Antonio Ingroia, Orazio Licandro e Pierpaolo Leonardi, Giampaolo Patta e Antonella Stirati, Anna Maria Rivera e Cesare Salvi, Francesco Caruso e Haidi Giuliani e, soprattutto, trecento giovani da tutta Italia.

Trecento giovani che si sono divertiti ma che hanno anche saputo ascoltare, fare formazione, riflettere collettivamente, partecipare alla costruzione del primo tassello del conflitto d’autunno. E che, in una settimana, hanno dato il loro essenziale contributo all’elaborazione della linea politica della nostra organizzazione.

Andavano evitati due errori, a nostro avviso speculari. Il primo sarebbe stato l’atteggiamento di chi si fosse avvicinato a questo appuntamento unitario senza la voglia di viverlo in prima persona, di riempirlo di contenuti e di idee, e anzi arroccandosi nella convinzione della propria autosufficenza, raccontando a se stesso e al mondo esterno che i Giovani Comunisti avrebbero potuto essere, da soli, l’epicentro delle lotte e la soluzione della crisi della sinistra. Supportati in questo dalla logica per cui mentre i Gc (e Rifondazione Comunista) sono il luogo delle migliori innovazioni, gli altri compagni di strada sono i fratelli minori, attardati nel folckore e nella nostalgia.
Il secondo sarebbe stato quello di chi, con la bacchetta magica che solo il velo ideologico dà la presunzione di poter maneggiare, ad ogni richiesta di contenuto, di problematizzazione, di adeguamento della nostra politica alle esigenze della società, avesse risposto con il “mantra” dell’unità dei comunisti, con l’idea di sciogliere per decreto tutte le organizzazioni giovanili comuniste e fondare a Sapri un nuovo partito (o una nuova giovanile, o quantomeno una nuova sigla, un nuovo contenitore), meravigliosamente più bella e più forte delle nostre rispettive strutture.
Non che queste due tensioni (ovviamente non nella banalizzazione retorica che proponiamo) non siano vissute e convissute anche al campeggio. Anzi: spesso queste due tensioni (innanzitutto nell’attivo congiunto delle due organizzazioni) si sono affrontate radicalizzando i propri convincimenti e producendo un dialogo tra sordi di nessuna utilità.
Ma l’elemento di novità è rappresentato dal fatto che queste pulsioni centrifughe, ampiamente prevedibili, non hanno coinciso con il baricentro del campeggio, con la sintesi politica che da questo campeggio è stata prodotta. Una sintesi avanzata, importante, che ci fa invece dire che i due errori sono stati evitati e che, nel mezzo, si è trovata la politica, come dimostra il dispositivo finale approvato.
La politica, l’urgenza di fare crescere nell’autunno l’alta marea dei movimenti di lotta, nei luoghi di lavoro e in quelli della formazione, la necessità di dare vita a partire dalla realtà (il “basso” del conflitto sociale, non il presunto “alto” delle intese burocratiche tra gruppi dirigenti) ad un processo unitario vero, diffuso, partecipato. I cui protagonisti siano i trecento giovani comunisti (qualunque tessera abbiano in tasca) che hanno partecipato al campeggio e le migliaia che invece non l’hanno fatto.
Questo il campeggio lo ha detto in maniera chiarissima. Impegnando i Giovani Comunisti a lavorare anima e corpo nelle lotte, con spirito unitario, aprendo i propri coordinamenti territoriali alla Fgci e a tutte le realtà di movimento con cui saremo capaci di costruire rapporti preferenziali.
Nel piccolo, il campeggio ha infine anche parlato alla nostra prossima Conferenza nazionale. Chiedendo a tutte e a tutti di partecipare unitariamente al progetto di rilancio della nostra organizzazione. A chi chiede quale debba essere la direzione rispondiamo che non c’è nulla da inventarsi. “Alternativa Rebelde” lo ha indicato con maturità e nettezza.

Di Simone Oggionni su Liberazione del 06/09/2009

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: