Sequestro dei beni per gli onorevoli della munnizza;ma la casta si difende!

In merito al sequestro per un totale di 654 mila euro dei beni ai componenti dell’ ex Cda dell’ Ato rifiuti di Enna (il senatore del Pd, Vladimiro Crisafulli; il deputato nazionale del Pdl, Ugo Grimaldi; i deputati regionali del Pd, Elio Galvagno e Salvatore Termine; l’ex deputato regionale della Margherita, Carmelo Tumino), derivato da un’ipoteca della Serit, la società che provvedeva alla riscossione delle bollette, la casta fa quadrato su se stessa. Sarà un caso che i personaggi investiti dal provvedimento del GIP di Enna stanno facendo di tutto per presentarsi assieme alle prossime elezioni comunali?

“Non c’è stata truffa, non ci sono state distrazioni di somme da parte del Consiglio di Amministrazione, ma è stato adempiuto un servizio per la collettività ennese, quindi una serie di attività che hanno permesso di risolvere un’emergenza rifiuti che stava creando tensioni sociali in tutto il territorio provinciale”. A dichiararlo sono il senatore Mirello Crisafulli, l’onorevole Ugo Grimaldi, il deputato regionale Elio Galvagno, e l’ex deputato del PD, Carmelo Tumino, che sono stati accusati da parte della Procura della Repubblica, su indagine della Guardia di Finanza “di avere esposto un bilancio della società non veritiero, cagionando così un danno patrimoniale ai comuni, dissimulando pesanti perdite di esercizio accumulate dalla società Atto Rifiuti, evitandone la messa in liquidazione”. Addirittura gli stessi hanno ricevuto una comunicazione di intervento sussidiario, qualora necessario, di 684 mila euro. Un’accusa assurda che non tiene conto del periodo critico in cui i deputati ennesi, per scelta volontaria dell’assemblea dei sindaci, furono eletti componenti del Consiglio di Amministrazione, creando le condizioni psicologiche perché le banche aprissero nuovi crediti all’Ato Rifiuti e con la aumento del capitale sociale da 300 mila euro ad un milione e cento, creare le condizioni di accedere al fondo di rotazione, utilizzando le somme per il pagamento degli operai, dei dipendenti amministrativi sia di Ato Rifiuti che di SiciliAmbiente, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti in tutto il territorio provinciale. I componenti la deputazione ennese hanno voluto chiarire la loro posizione, del perchè sono state fatte determinate operazioni, che sono servite ad eliminare una emergenza rifiuti pericolosa, a dare credibilità alla società d’ambito, ad eliminare delle tensioni sociali che stavano nascendo proprio per la mancanza di liquidità e per la non credibilità presso le banche. L’intervento in prima persona dei deputati ennesi migliorò sensibilmente la situazione sino alla normalizzazione, anche perché dalla Regione Siciliana, attraverso il fondo di rotazione arrivarono dei soldi, circa 9 milioni, che servirono per la “copertura delle spese inerenti la gestione integrata dei rifiuti”. “Non volevamo medaglie per quello che abbiamo fatto – ha commentato Mirello Crisafulli – ma essere accusati di truffa e di distrazione di somme è veramente assurdo. E’ chiaro che faremo ricorso in Cassazione. Elio Galvagno sottolinea di avere fiducia nel lavoro della Magistratura e maggiormente ora che è indagato in prima personale. “La sola cosa che mi auguro – dichiara Elio Galvagno, anche in relazione alla carica che ricopro, è che le indagini si concludano nel più breve tempo possibile. Per questo spero di contribuire quanto prima, a seguito di formale interrogatorio da parte del Gip, Pasqualino Bruno, a chiarire tutta la vicenda. Sono certo che il PM, Calogero Ferrotti, dopo l’esame di tutti gli atti, sancirà la totale estraneità a fatti penalmente rilevanti”. “La classe politica – hanno commentato Ugo Grimaldi e Carmelo Tumino – si è spesa per la collettività ennese, ha messo le proprie garanzie per risolvere un difficile problema. Non esiste alcuna truffa, ci sentiamo molto delusi per quello che è venuto fuori, e siamo convinti che chiariremo tutto perché abbia agito onestamente e nell’interesse della collettività ennese”.
Da Vivienna del 23/03/2010
p.s. Guarda il video di Report del 22/10/2006 cliccando QUI
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