«Consulta on line il Casellario Politico Fascista. Forse trovi rapporti di polizia su tuo nonno!»

Con un semplice clic si può fare un viaggio nella memoria, rovistando tra i faldoni che raccolgono i nomi di tutte quelle persone che erano considerate nemiche dal regime fascista. Oltre 50mila nomi schedati come antifascisti nel Casellario Politico Centrale (CPC), consultabile in rete nel sito dell’Archivio di Stato.

A togliere la polvere da questo archivio sconosciuto (on line dal 2006) è stato il collettivo di scrittori bolognese dei Wu Ming con un link lanciato qualche settimana fa dal loro profilo di Twitter. Con un rapidissimo passaparola che ha fatto il giro dei social network, il popolo della rete si è appassionato e anche commosso nella ricerca di un proprio nonno o parente etichettato per sempre come oppositore del regime. Nel CPC sono archiviati nominativi delle persone considerate pericolose per l’ordine pubblico, a partire dal 1894 ma va da sé che il servizio fu potenziato durante il fascismo, per un totale di 158mila nomi. La schedatura è di fatto la copertina di ogni fascicolo del CPC e comprende i dati anagrafici, l’ appartenenza politica – si era marchiati come anarchico, socialista, comunista o repubblicano – il mestiere e le annotazioni di quali provvedimenti furono presi a seguito della segnalazione. Affinando la ricerca, si scopre che nella provincia di Bologna, territorio da sempre antifascista, sono nati 4637 antifascisti, che vi abitavano 3425 (nati e residenti 2798), di cui 89 donne, 20 di Bologna città, spesso denunciate e radiate per offese al capo dello stato. La soffitta virtuale nella quale cercare tracce di parenti è www.archivi.beniculturali.it/ACS/cpcindex.html, aprendo il cassetto “ricerca”.

Di Giorgia Olivieri su La Repubblica-Bologna del 13/102010

Una precisazione dei Wu Ming

Il casellario politico centrale pre-data il fascismo (fu istituito nel 1894) e continua a esistere anche dopo, pare fino agli anni ’60. I documenti della fase post-bellica non sono ancora consultabili.

La stretta identificazione tra casellario e fascismo dipende dal fatto che il regime, con le leggi eccezionali del ’26 e l’istituzione dell’OVRA, aumenta la sorveglianza sui cittadini e quindi potenzia il casellario. Dentro non ci finiscono più soltanto i politici ma – citiamo dal sito del Ministero – «tutta una indeterminata categoria di persone, definita genericamente antifascista, e gli allogeni ossia le minoranza etniche soprattutto della Venezia Giulia.»

Quel che intendevamo dire è che all’altezza del periodo di caos 1943-45, con l’occupazione nazista e il Paese smembrato in due tronconi, ovviamente c’è un buco. Se digitate i nomi dei partigiani più famosi della vostra zona, è probabile che non li troverete: prima della guerra erano troppo giovani per essere oppositori da schedare, e durante la Resistenza la situazione era drasticamente cambiata. L’OVRA non c’era più, il fascismo non aveva più la sua sede centrale a Roma e l’antifascismo era armato e clandestino, oltreché rappresentato da una nuova generazione politicizzatasi fuori dai radar questurini. Inoltre, in quel clima non si veniva più soltanto “schedati”, ma passati per le armi.

Dopo quella parentesi, la ricerca on line ripesca sì documenti posteriori al ’45, ma, com’è spiegato sul sito, «si riferiscono alle pratiche per la concessione dei benefici accordati ai perseguitati politici del regime fascista.» Tutto il resto (ovvero le schedature del periodo repubblicano) è ancora inconsultabile.

Il casellario on line serve soprattutto a ritrovare i dati su chi era già tenuto d’occhio e vessato nel Ventennio.

Da Giap del 19/10/2010

Come consultare on-line il Casellario Politico Centrale Fascista

1) basta andare su internet e collegarsi con il sito dell’Acs:
http://archivi.beniculturali.it/ACS/

2) si digita a sinistra su “servizi al pubblico”:
http://archivi.beniculturali.it/ACS/servizi.html

3) si digita a destra su “sala studio”:
http://archivi.beniculturali.it/ACS/salastudio.html

4) si digita sul testo centrale, poco dopo la metà, su “casellario politico centrale”, in rilievo a colori:
http://archivi.beniculturali.it/ACS/cpcindex.html

5) si digita a destra su “ricerca”: http://nostos.maas.ccr.it/cpc/Archinauta_NSC.aspx (spesso, però, accedendo direttamente a quest’ultima pagina ci si può trovare di fronte a difetti di funzionamento, per cui è meglio arrivarci almeno dall’indirizzo precedente);

6) a questo punto si è sulla pagina nella quale iniziare la ricerca, ad personam, oppure per categorie:

6.1 – ci sono tre righe con doppia finestra. A parte la ricerca su un singolo cognome e nome, oppure su specifico fascicolo, le finestre servono per la ricerca per categorie, ad esempio per luogo e data di nascita, se si lavora su un territorio, e poi per colore politico, mestiere, ecc. O viceversa. E’ anche possibile, cliccando sulle caselline col + a destra, aggiungere altre righe per arricchire la griglia di ricerca;

6.2 – nel caso più classico, quello della ricerca per territorio, si clicca sulla prima casella a sinistra, scegliendo ad esempio provincia o comune: in tal caso, sulla casella gemella di destra bisogna indicare quale specifica provincia o comune;

6.3 – poi, all’inizio della seconda riga, si sceglie fra “and” (ma in tal caso si restringe il campo ai soli nati e residenti in quel luogo, perdendo emigrati od immigrati), oppure “or” (preferibile, in quanto si allarga il campo a chi è residente senza essere nato, o viceversa), oppure “not”, se si vogliono fare esclusioni;

6.4 – infine, se si vuole anche sapere chi in quel territorio fosse comunista, oppure donna, oppure barbiere, ecc., si compila anche la terza riga (o se ne aggiungono altre ancora): in questo caso privilegiando “and”, per restringere proprio a quello specifico territorio, e non vedersi – ad esempio – il campo invaso dai socialisti, oppure dai meccanici, anche di altri territori.

(Ovviamente si è descritto un possibile incrocio fra i tanti, ognuno può sbizzarrirsi, visto che ora questa prima fase del lavoro si può fare da casa, invece di dover andare a Roma, oppure acquistando un Cd-rom con l’elenco di quel determinato territorio, come finora hanno fatto i vari Istituti di ricerca: all’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione sono disponibili i data-base delle province di Udine e Gorizia);

7) una volta individuata la lista dei nomi, che appare per successive schermate, si sceglie il nome desiderato: cliccando su esso, appare la schedina con l’anagrafica tipica del sovversivo schedato.

Di Gian Luigi Bettoli sul blog degli storici del Friuli Occidentale del 19/10/2010




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3 Risposte to “«Consulta on line il Casellario Politico Fascista. Forse trovi rapporti di polizia su tuo nonno!»”

  1. piero Says:

    ciao,
    volevo solo avvisare che da qualche giorno non è più possibile ricercare dentro l’archivio del casellario politico. Cliccando “ricerca” appare l’avviso che la pagina è stata rimossa

  2. Carmelo Says:

    Si, è vero; ma non credo sia stato rimosso il servizio. Probabilmente stanno effettuando aggiustamenti per poi metterlo nuovamente in funzione. Grazie dell’avviso comunque, a presto!

  3. Gian Luigi Bettoli Says:

    Anche le amministrazioni pubbliche cambiano, talvolta in meglio. Da tempo la segnalazione sull’accesso al CPC è stata resa obsoleta dalle nuove forme di catalogazione on-line, indubbiamente più corrette. Ecco l’aggiornamento al post che ho fatto ieri:

    http://www.storiastoriepn.it/come-consultare-on-line-il-casellario-politico-centrale-fascista/

    Ciao
    Gigi Bettoli

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