L’ennesima bufala sulla presunta discarica di Dittaino

Nelle ultime settimane l’informazione di regime della provincia di Enna, dopo un’anno di racconti a puntate della soap opera del locale Partito Democratico, ha scelto di affrontare un altro argomento, vale a dire la questione legata al proposito del Gruppo Catanzaro di costruire un impianto di trattamento dei rifiuti nella Valle del Dittaino.

Su una questione così spinosa, in una provincia normale si sarebbe avviato un dibattito franco e trasparente, considerato che il tema dei rifiuti e del loro smaltimento, per diverse ragioni, non può più, ormai da anni, essere eluso. Da noi, invece, funziona diversamente e, quando certe iniziative imprenditoriali non vanno a genio al notabilato locale, si mette mano al peggior armamentario della retorica politica. Così sono state diffuse, attraverso organi di stampa ben addomesticati, falsità inverosimili, al punto che il progetto del gruppo agrigentino è stato descritto come semplice progetto di costruzione di una “discarica”, alla stregua di quelle che, per intenderci, gli amici di partito degli stessi inventori di fandonie hanno inaugurato nel territorio campano e contro la cui le comunità locali, ancora in queste ore, stanno insorgendo. Da qui, la macchina si è messa in moto e il solito spettacolo della comica compagnia non ha deluso nemmeno questa volta; come qualche anno fa, quando si operò una ridicola invasione dell’autostrada A19 per ottenere il decreto del Ministero dell’Istruzione per autorizzare la nascita del laurificio Kore (trasformatasi ben presto in una gustosa “sasizzata” ai bordi della strada), anche questa volta è stata invasa la Valle del Dittaino, sono stati minacciati incatenamenti ad oltranza dell’élite politica locale e indette conferenze stampa con la partecipazione niente poco di meno che del Ministro Prestigiacomo che, d’altronde, di inquinamento ambientale in quel di Siracusa è esperta.

Il gruppo industriale ha deciso alla fine di abbandonare il progetto. Tuttavia, credo sia utile capire cosa sarebbe stato effettivamente costruito in provincia di Enna, al di là delle legittime opinioni sulla opportunità o meno di collocarlo nel luogo individuato; a tal fine consiglio di leggere la “Valutazione del rischio tossicologico” dell’impianto costruito a Siculiana (sul cui modello si sarebbe dovuto costruire quello di Enna) cliccando QUI. Inoltre, reputo molto interessante conoscere le vere motivazioni che hanno spinto l’impresa ad abbandonare il progetto. Per ciò pubblico di seguito un articolo che, diversamente dalle poche e ben selezionate righe del comunicato dell’azienda riportate dagli organi di disinformazione locali, riprende per intero ciò che il gruppo Catanzaro ha effettivamente detto. Come avrete modo di leggere, le argomentazioni costituiscono delle accuse precise che fanno riflettere, tanto.

Rifiuti: il Gruppo Catanzaro non costruirà l’impianto nella Val Dittaino

Il Gruppo Catanzaro non è più interessato, in queste condizioni, a investire nella Valle del Dittaino nell’ennese. E’ la sintesi di un lungo servizio pubblicato dal Giornale di Sicilia nel quale interviene uno dei tre fratelli Catanzaro, Giuseppe, leader degli industriali agrigentini, vicepresidente di Confindustria Sicilia e già impegnato sul fronte antimafia e antiracket. Dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi a proposito della realiz­zazione di un impianto di trattamento e trasformazione dei rifiuti nel territorio del comune di Assoro (Enna), i fratelli Catanzaro hanno deciso di dire stop al progetto che prevedeva un investimento di quasi 50 milioni di euro, 120 posti di lavoro nella fase di cantiere e 60 posti di lavoro una volta che l’impianto fosse entrato in funzione. Il progetto, che era stato presentato nel 2007 e aveva già ottenuto 16 autorizzazioni da parte di altrettanti enti pubblici, ha registrato nei giorni scorsi una dura opposizione di una parte della comunità locale. Dura la presa di posizione di Giuseppe Catanzaro: “Lo Stato a Enna — dice – si è arreso a pochi capipopolo che hanno solo l’interesse a intercettare appalti, voti e clientele. Quel territorio è destinato a subire per sempre l’azione di chi tutela interessi poco chiari. Qualcuno ha paventato un rischio Campania ma l’unica cosa che vedo in comune con la Campania sono gli interessi opachi che ci celano dietro certi capipopolo con la cravatta a righe”. Nel pezzo del Giornale di Sicilia si racconta anche che proprio lì, nella stessa area in cui doveva sorgere l’impianto di Catanzaro, era già stato autorizzato dalla Regione siciliana un altro impianto, proposto dall’Altecoen, società che è della famiglia Gulino, uno dei quali è stato anche indagato per i suoi affari con le famiglie mafiose. A capo della protesta contro il Gruppo Catanzaro si è schierato il senatore del Pd Mirello Crisafulli. Dice Catanzaro: “Vedrete, ad Assoro arriverà chi realizzerà una vera discarica. E allora certi capipopolo faranno come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Anche i dirigenti della locale Confindustria sono sensibili a tutelare la pagnotta a seconda di chi è l’imprenditore interessato: le discariche di alcuni per i capipopolo di oggi non inquinano mentre gli impianti di trattamento di altri sì”.

Da Cinquelire dell’08/10/2010

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Una Risposta to “L’ennesima bufala sulla presunta discarica di Dittaino”

  1. Pippo Cadoni Says:

    ancora una volta si presenta la necessità di alzare la guardia per qualcosa che interessa l’ambiente in sicilia:
    La Provincia di Caltanissetta ha respinto un ordine del giorno che richiedeva l’approvazione dell’assoluta contrarietà alla nascita di impianti nucleari nella provincia di Caltanissetta. Il bello è che il presidente della provincia giuseppe federico è deputatao all’ARS dell’ MPA di lombardo, regione che si era espressa in modo nettamente contrario ad ospitare impianti nucleari. Anche a Riesi pare che qualcuno del PD non è che si strappi i capelli contro l’iniziativa.

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