Sequestro preventivo del “Blow-Up”. Cresce il coro di proteste

Uno storico circolo Arci di Palermo, che ospita anche un gruppo di Arcigay cittadino, è stato posto sotto sequestro. Ieri pomeriggio, in una conferenza stampa organizzata in fretta e furia, i soci dell’associazione culturale Levana (che gestisce il circolo Blow Up in piazza Sant’Anna a Palermo) hanno voluto dire la loro sul sequestro.

I fatti risalirebbero allo scorso 7 maggio, quando – secondo l’accusa – nel locale sarebbero entrate delle persone non tesserate all’associazione. Da lì la sospensione delle attività culturali e d’intrattenimento. Fino alla notifica di ieri mattina, quando i soci hanno appreso che lunedì il locale sarà sottoposto a un’ordinanza di sequestro preventivo disposta dalla magistratura. “Pur esprimendo la nostra piena fiducia nella magistratura e nella polizia – ha detto Manfredi Lombardo, presidente del Blow Up – il provvedimento di sequestro ‘preventivo’ ci mette indiscutibilmente in uno stato di angoscia e preoccupazione per la sopravvivenza del circolo, che dallo scorso 7 maggio ha sospeso le attività culturali e aggregative per sbrigare le pratiche relative alle contestazioni a nostro carico. Speriamo di potere riprendere presto le nostre attività; altri mesi di chiusura determinerebbero la fine di un’esperienza – ha concluso Lombardo – che legalmente ha cercato di svolgere attività sociali, culturali e politiche con i giovani e per i giovani, in una città che notoriamente offre pochi spazi e poche opportunità”.
Fin qui i fatti. Ma c’è da scommetterci che dalla vicenda che vede protagonista il circolo Arci, che tra le altre attività portava avanti uno sportello informativo per migranti e uno sportello d’accoglienza, ascolto e consulenza legale contro l’omofobia gestito da Arcigay, solleverà un polverone mediatico nel capoluogo dell’Isola. Prova ne sono le numerose voci che si sono sollevate durante le scorse ore in difesa dell’associazione, a cominciare dall’eurodeputata Rita Borsellino, che ha inviato un messaggio alle ragazze e ai ragazzi del circolo Blow Up: “E’ con tristezza e preoccupazione – ha detto la sorella del giudice ucciso dalla mafia – che ho accolto la notizia della chiusura del circolo Blow Up. Una notizia che mi rattrista, visto l’affetto che mi lega alle ragazze e ai ragazzi di questa associazione, e che mi preoccupa dal momento che con la chiusura del Blow Up, circolo che è stato tra i primi soggetti ad aderire alla campagna di Addiopizzo, viene meno uno spazio che da più di dieci anni si è distinto per la promozione della cultura e per le numerose battaglie civili intraprese. Mi lascia fortemente perplessa – ha proseguito l’eurodeputata – il sequestro preventivo ordinato nei confronti del circolo. Sono sicura che inquirenti e magistratura si siano attenuti alle loro sacrosante funzioni. E se ci sono delle responsabilità, è giusto che queste vengano accertate e sanzionate. Ma reputo necessario sottolineare la necessità che a Palermo vengano salvaguardati quegli spazi e quei giovani che continuano a tenere in vita una città che è stata ridotta a pezzi e che vive da tempo una gravissima emergenza sociale, ambientale e culturale”.
Anche Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, è intervenuto nel dibattito mediatico definendo il sequestro un “fatto grave e preoccupante”.
E ancora, il segretario regionale del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, ha espresso la sua solidarietà al Blow Up. “Mi auguro – ha detto Lupo – che possa riprendere quanto prima la sua importante attivita’ sociale al servizio della citta’ di Palermo e soprattutto del mondo giovanile”.
Dal mondo politico cittadino, inoltre, sono intervenute alla conferenza stampa le consigliere comunali di Un’Altra Storia, Nadia Spallitta e Antonella Monastra. “Chiudere il Blow Up – ha detto Nadia Spallitta – vuol dire togliere un luogo di incontro democratico della città. Non conosco i motivi che possono portare dopo 5 mesi da un sopralluogo – peraltro oggetto di contestazione e di ricorsi – al sequestro preventivo di un circolo Arci, provvedimento che potrebbe impedire, anche per un lungo periodo,le iniziative di questi giovani. Tanto più che, per quanto di mia conoscenza, l’associazione è in possesso di tutti i titoli idonei a giustificarne l’attività. Mi farò promotrice – ha concluso Spallitta – di un’azione propulsiva rivolta all’accertamento delle tante attività realmente imprenditoriali di pub e locali abusive del centro storico”.
Anche da Sinistra ecologia e libertà, il partito di Nichi Vendola, Sergio Lima esprime solidarietà all’associazione: “In una città come la nostra che ha un disperato bisogno di luoghi liberi di partecipazione e socialità – ha detto Lima – chiudere uno spazio come il Blow Up si configura come un vero e proprio crimine contro Palermo”.
Un’ultima voce, ultima soltanto in ordine cronologico, si è sollevata in difesa dei ragazzi del Blow Up: è quella dell’artista siciliano Roy Paci, che ha manifestato vicinanza ai giovani dell’associazione, tramite un messaggio lasciato sulla bacheca Facebook del circolo Arci: “Mi unisco con tutti gli Aretuska allo sdegno che tale azione militare provoca nei nostri animi – ha scritto Roy Paci –. Per qualsiasi cosa, contate pure su di noi. Vi abbracciamo tanto”.

Da Live Sicilia del 24/10/2010

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2 Risposte to “Sequestro preventivo del “Blow-Up”. Cresce il coro di proteste”

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    Sequestro preventivo del “Blow-Up”. Cresce il coro di proteste | Insorgenze d’alta quota

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    Sequestro preventivo del “Blow-Up”. Cresce il coro di proteste | Insorgenze d’alta quota

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