Scontri a Roma. Tra infiltrati e bugie

Gli scontri che si sono consumati ieri hanno lasciato un segno indelebile nella capitale che difficilmente sarà dimenticato. Episodi drammatici che ci hanno riportato alla memoria i cosiddetti anni di piombo.

Ma c’è dell’altro di ancora più inquietante, che ci fa ripercorrere quel buio periodo che ha contraddistinto un’epoca costellata da misteri ancora oggi impenetrabili. Strategia della tensione,  infiltrati ai cortei e alle manifestazioni: era questa una delle tecniche adottate negli anni ’70 per mantenere l’equilibrio tra vittime e carnefici, tra opinione pubblica e media, tra destra e sinistra.

La tragica storia di Giorgiana Masi insegna. Ieri è spuntata una sequenza di fotogrammi, alquanto discutibile, che ha   fatto il giro nel web innescando un acceso dibattito tra il popolo della rete. Riprendono un finanziere aggredito che tiene in pugno la sua pistola di ordinanza. Ma in questa circostanza gli aggressori somigliano più a degli agenti, che a dei manifestanti facinorosi, tant’è che vengono ripresi con  radio ricetrasmittente  e manganello alla mano, oggetti solitamente  in dotazione agli agenti della Polizia. Insomma chi erano gli aggressori? Questa è stata la domanda più inflazionata. Nessuno al momento è riuscito a scoprirlo.
La Guardia di Finanza ha precisato in un comunicato pubblicato dal Corriere della Sera che “Tutte le persone che circondano il finanziere aggredito che ha in mano la pistola sono dimostranti”. E poi si legge che “gli agenti delle Fiamme Gialle non lavorano mai in abiti civili.”
Neanche farlo apposto è spuntato fuori un altro fotogramma, che smentisce di fatto quest’ultima affermazione, in quanto un agente in borghese è stato fotografato sempre ieri con uno scudo in mano in cui è leggibile perfettamente “Guardia di Finanza”. Per quale ragione l’autorità avrebbe detto il contrario?

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni questa mattina, riferendosi ai violenti scontri di ieri, diceva che sarebbe potuto scapparci il morto. Proprio per questa ragione  su questo anomalo episodio andrebbe fatta luce, senza aprire critiche sull’operato degli agenti che, come da norma, ricevono degli ordini ben precisi, specialmente in situazione pericolose come quelle di ieri, durante le quali hanno dovuto fronteggiarsi con un gruppo di personaggi estremamente violenti e pericolosi.

Violenza che a volte non è da escludere posso essere alimentata anche da qualche infiltrato ad hoc per poi giustificare davanti all’opinione pubblica una risposta più incisiva da parte dei tutori dell’ordine.
Non dimentichiamo le parole di Francesco Cossiga, che nel 2008 durante le proteste dell’onda studentesca suggerì la sua pratica: “…infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e
carabinieri.” Parole gravissime, perchè a pronunciarle non fu soltanto un noto personaggio politico, ma un Presidente emerito della Repubblica, che proprio negli anni ’70 rivestì la carica di ministro dell’Interno.

Intanto il Popolo Viola s’interroga sull’episodio di ieri e rivolge 10 domande al ministro Roberto Maroni che riportiamo integralmente.

Dieci domande al ministro Roberto Maroni

  • 1 ) Perché il finanziere ha il dito sul grilletto?
  • 2 ) Chi è l’uomo col cappuccio grigio che prima sembra aggredire il finanziere e poi lo soccorre?
  • 3 ) Chi è l’uomo col walkie talkie a terra?
  • 4 ) Chi è l’uomo col giubbotto beige che prima impugna un badile, poi un bastone e poi un manganello e manette e che ritroveremo dopo dietro il cordone delle forze dell’ordine?
  • 5 ) E’ vero, come sostiene l’ApCom, che l’uomo con la giacca a quadri, travestito da manifestante, che protegge il finanziere è un esponente delle forze dell’ordine?
  • 6 ) Che rapporto c’è tra l’uomo col giubbotto beige e quello con la giacca a quadri ritratti assieme in una foto in cui sembrano dialogare?
  • 7 ) In due diverse dichiarazioni, riportate dal Corriere della Sera e dal Messaggero, il Comando della Guardia di Finanza, prima esclude che i finanzieri possano operare in “abiti civili” e poi ammette che il finanziere con la pistola è stato soccorso da un “collega in abiti civili”. Perché questa contraddizione?
  • 8 ) Erano presenti tra i dimostranti esponenti della Guardia di Finanza in “abiti civili”?
  • 9 ) Erano presenti tra i dimostranti esponenti delle Forze dell’ordine in “abiti civili”?
  • 10 ) Se erano presenti tra i dimostranti, come pure ammette la Guardia di Finanza, esponenti delle forze dell’ordine in abiti civili con quale quale mandato operavano?

Di Alessandro Ambrosin su Dazebao del 15/12/2010

 

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