Anpi Enna. “No alla proposta di legge Fontana”.

Il 31 Maggio c.a. la Commissione Difesa della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di Legge n. 3442 “Disposizioni concernenti le associazioni di interesse delle Forze armate”.

La proposta di legge, presentata dall’On. Fontana ed altri, prevede il riconoscimento giuridico e quindi la concessione di contributi finanziari pubblici a tutte, indistintamente, le associazioni combattentistiche e d’arma, previo parere del Ministro della Difesa, il quale dunque acquisirebbe un ruolo che non gli compete, essendo un diritto tale se è stabilito dalla legge, fino all’eventuale modifica, e non se concesso da decreti ministeriali. Ma il fatto più grave che questa iniziativa parlamentare produrrebbe se dovesse andare a buon fine è che da tale riordino sarebbero completamente equiparate le associazioni di tutti i partecipanti ad azioni belliche, indipendentemente dal fronte scelto: vale a dire che per lo Stato italiano, fondato sulla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, l’Anpi sarebbe considerata al pari delle associazioni dei combattenti della X-Mas e di tutte le altre che si richiamano al fascismo!

Contro questo vero e proprio “assalto reazionario alla storia” è in atto una mobilitazione di tutte le associazioni partigiane e democratiche, e anche l’Anpi di Enna ha deciso di scendere in campo. Forti dell’adesione all’Associazione di molti consiglieri e amministratori della provincia di Enna stiamo programmando la presentazione in molti consigli comunali di ordini del giorno di condanna della proposta di legge “Fontana”, mentre abbiamo già inviato una lettera-appello ai parlamentari nazionali della provincia ennese, l’On. Grimaldi e il Senatore Crisafulli, in cui li invitiamo a prendere posizione su questa vicenda e a lavorare nei rispettivi rami del Parlamento affinché possa affossarsi questo tentativo vergognoso di riscrivere “per legge” la storia del nostro Paese, offendendo la memoria di quanti hanno combattuto per la libertà contro un regime autoritario e violento.

Da Enna Press del 26/07/2011

Di seguito il testo della lettera inviata ai parlamentari ennesi:

Illustre Senatore, Illustre Deputato,

Come sicuramente Lei saprà, il 31 Maggio c.a. la Commissione Difesa della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di Legge “Fontana e altri” (n. 3442) volta a “riordinare” le norme inerenti il riconoscimento e la concessione di contributi alle Associazioni combattentistiche e d’arma. Parecchi sono i rilievi che a nostro avviso potrebbero essere mossi a tale proposta, non ultimo il potere del Ministero della Difesa di stabilire a mezzo di proprio decreto il diritto delle associazioni ad essere riconosciute. Ciò è criticabile per il semplice motivo che un diritto è tale se stabilito dalla legge, fino all’eventuale modifica, e non se concesso dai decreti dei Ministri, sempre incerti fino al loro periodico rinnovo. Ma quello che ci preme più sottolineare è come da tale riordino sarebbero completamente equiparate le associazioni di tutti i partecipanti ad azioni belliche indipendentemente dal fronte scelto. Tra l’altro, tra i principi inspiratori di tale proposta ci sarebbe la volontà di difendere “i valori costituzionali e democratici”. Solleviamo grandi perplessità sulla possibile compatibilità tra i valori costituzionali e chi ancora oggi, 66 anni dopo la Liberazione d’ Italia, si richiama al fascismo, come le associazioni dei combattenti della X-Mas e altre. Queste ultime, infatti, se tale iniziativa parlamentare dovesse diventare legge dello Stato, sarebbero equiparate alle associazioni aderenti alla “Confederazione delle Associazioni Combattentistiche” che il 27 Giugno, riunite a Roma, hanno emanato un documento di condanna della Proposta Fontana.

Non vogliamo qui sollevare questioni politiche o morali, che certo non ci mancano, ma di puro carattere metodologico. Crediamo che anche la possibile compassione umana o religiosa per chi scelse il fronte sbagliato (per i più svariati motivi) possa avvenire solo dopo aver stabilito con chiarezza un discrimine, così come, ad esempio, i provvedimenti di amnistia e di indulto possono avvenire solo dopo una sentenza di condanna. Un’ operazione chiarificatrice di tale sorta, invece, mai effettuata dal Parlamento ma solo dalla storiografia, da questa legge sarebbe annientata. La pietà umana, a nostro avviso, non può in nessun modo trasformarsi in un riconoscimento politico o giuridico per chi tradì la Patria. Infatti dal ’43 i militari che giurarono fedeltà ad Adolf Hitler, come prevedeva il giuramento dei militari della RSI, che divideva il suolo nazionale annettendo “de facto” parte di esso alla Germania (nazione ostile), sono da considerarsi traditori della Patria e quindi non possono godere di alcun riconoscimento giuridico dallo Stato per la loro partecipazione ad azioni belliche.

Alla luce di queste considerazioni, Le chiediamo un parere su quello che noi riteniamo uno scempio del Diritto e della Storia e quali siano le strategie di contrasto che, eventualmente, vorrà attuare in Parlamento.

Arturo Giunta (Presidente Comitato Provinciale ANPI ENNA)

Biagia Di Mattia (Comitato d’onore ANPI ENNA)

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