Viaggio in crociera metafora del tempo presente

La cosiddetta “tv del dolore” colpisce ancora e, con essa, l’abitudine tutta italica di individuare un capro espiatorio dei luttuosi eventi che ciclicamente si manifestano. Mi riferisco, ovviamente, alla tragedia della nave Costa Concordia, su cui da diversi giorni tutti i mass media, a reti unificate, ci bombardano di immagini, video ed interviste.

Nessuno però, come da tradizione, ha avuto la voglia di spingersi oltre e di indagare le ragioni socio-culturali ed economiche che in pochi anni hanno tramutato la crociera da turismo d’élite a turismo di massa. Come può accadere che il viaggio, per larga parte della popolazione un lusso, rara eccezione in una vita fatta di lavoro e di sudore, e per ciò da sempre vissuto come un’occasione di conoscenza, di esplorazione di luoghi e culture nuove e diverse, si trasformi nell’ennesima vendita a prezzo contenuto di un sogno distorto, di una favola a termine o, se si vuole, in un prolungamento 3D delle soap opera televisive? Quanto è profonda la voragine entro cui siamo precipitati e quanto forte è quell’immaginario piccolo borghese che condiziona le nostre esigenze, i nostri desideri, i nostri sogni, al punto da averci reso ormai indifferenti di fronte al bello ma estasiati di fronte e dentro al brutto, vale a dire a questi grattacieli galleggianti che solo ora, dopo i drammatici fatti, vengono definiti da più parti “mostri del mare”? Certo è che quella contraddizione capitale/lavoro, che più di un secolo fa un vecchio con la barba aveva individuato come la base di un sistema ingiusto e non modificabile, ma storicamente determinato e per ciò distruttibile, ha qualcosa a che fare con tutto questo.

La filmmaker Melissa Monteiro ha documentato in una video inchiesta la convivenza di due mondi paralleli all’interno di questi mostri. In uno v’è la spaccio dell’illusione, il tramortimento di massa che – complice la lontananza dalla terraferma – convince tutti di vivere, seppur temporaneamente, nel paese di Bengodi, in un’isola galleggiante sul Mediterraneo piuttosto che sul mar Rosso di voluttà distillata, di divertimento e rilassamento talmente continuo ed intenso da far perdere la cognizione del tempo e dello spazio. In un altro, però, le cose vanno in modo diverso; in mezzo ai consumatori di sogni si muovono fantasmi per i quali la realtà non è mai finita e i sogni, se mai ne hanno avuti, sono stati ampiamente dimenticati. 

Il servizio è stato mandato in onda nel corso della puntata del 19/01/2012, intitolata Salvare tutti, della trasmissione di Michele Santoro “Servizio pubblico“.

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