I forconi, la Sicilia, la lotta popolare. Alcuni spunti per una necessariamente laica riflessione

Posto di seguito una delle tante interessantissime considerazioni di O’Reilly, un “insegnante di italiano in una università americana che ha sede in Sicilia”, postate sul suo blog. A mio avviso sono dense di sollecitazioni preziose per iniziare una riflessione non stereotipata, ma allo stesso tempo franca, sulle ragioni e sulla composizione di un movimento che, innanzitutto, interroga noi, la sinistra e i comunisti, poiché ci pone oggettivamente di fronte ad un evento da cui è difficile distogliere lo sguardo e non “emozionarsi”. Un’esplosione di rabbia che, tuttavia, spesso si presentifica come il tradimento di una speranza, come un giocattolo diverso da quello per tanti anni desiderato.

Forconi in Sicilia (edizione irregolare)

Chi ancora possiede una, seppur malinconica e vilipesa, coscienza politica, in questi giorni si arrovella su temi nostalgici e ormai fiabeschi. Sarà pure la sommossa spontanea del popolo affamato che farà rivoluzion, saranno pure dei gianburrasca che vogliono la pappa col pomodoro, saranno i veri esasperados d’Italia che presto contageranno il quarto stato dell’intero pianeta Terra. Però, visto che ancora si può, perché non farsela qualche sana e irritante domanda salottiera?

1. Perché ogni volta che qualcuno fuori dal sistema (=sinistra extraparlamentare – cioè l’unico schieramento che avrebbe titolo a protestare contro la casta, visto che non ne fa parte) prova a fare scoccare la miccia viene preso a frischi e pirita?

e, domanda correlata:

2. Perché se invece il detonatore lo schiacciano gli stessi schieramenti politici che il potere ce l’hanno in mano da sempre, il popolo scende in strada armato fino ai denti e pronto a sabotare tutto?

Facile. Perché i forconi c’hanno le scarpe grosse e il cervello fino. Che se ne fanno di quelli che contano quanto il due di coppe quando la briscola è a mazze?

I forconi sono una clientela politica. Pura. Infatti quando dicono che bandiere non ne hanno, è vero. Loro sono gli elettori di tizio o di caio, di quello cioè che gli porta quello che chiedono. E qua, in Sicilia, chi è che gli può portare quello che chiedono? Ferrero? Diliberto? Ava’. Glielo può portare Gennuso. Glielo può portare Micciché. Glielo può portare Zamparini. Glielo può portare Pippo Gianni. E se tu sei Micciché o Pippo Gianni o Gennuso o Zamparini e ti serve qualcuno che sta in piazza, da chi vai? Chi è che un minimo ci sa ancora fare, in piazza? Mumble, mumble, mumble… Forza nuova? Le mafiette dei tir e quelle dei caporali?

Quindi sì, i forconi sono povera gente, disperata ed esasperata, con tutte le ragioni per esserlo. E sono clienti. Sono una clientela esasperata. Non hanno idee politiche, non ne hanno mai avute. E siccome sono una clientela, e non un elettorato, è del tutto normale che protestino contro gli stessi che hanno votato. Infatti non è una protesta di tipo politico. È una protesta di tipo commerciale. Io ti ho dato il voto e tu mi dovevi dare questo e quest’altro, e non me l’hai dato, anzi. Allora che si fa? Si fa che io, che ti dovevo dare questo e quest’altro e non te l’ho dato, ti dico: sai perché non te l’ho dato? Perché qua, tra Monti e Tremonti, m’hanno tagliato tutto. E se tagliano a me io poi come do a te? Quindi scendiamo in strada insieme e facciamo bordello. Così loro danno a me, e io poi do a te.

Quindi, se sei un vetero comunista, in questi giorni, coi tuoi testicoli ci stai facendo pacchetti di chewing gum. Vorresti stare là con loro, ma non ci riesci. Essere clientela politica non esclude l’essere disperati ed esasperati, quindi quelli, pure se sono clienti, sono i tuoi, sono la tua parte. E però è difficile protestare insieme a chi è sempre stato cliente e soprattutto continua a essere cliente pure mentre protesta. È proprio dura. Dovresti stare là in mezzo, lottare per rivendicazioni che sarebbero anche giuste, se fossero interpretate come richieste politiche, sapendo benissimo che là in mezzo invece sono viste come favori, favori che si possono chiedere solo a chi ha il potere di farli. In pratica dovresti gelarti il culo per portargli i voti a Micciché e Pippo Gianni. Certo, magari se ti vengono a prendere a casa col forcone…

Da Aciribiceci del 20/01/2012

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