La Statua di Mazzini a Enna. Da 60 anni un simbolo della Repubblica

E’ opera dello scultore catanese Domenico Lazzaro eseguita nel 1949. Il monumento è stato inaugurato nel 1950 dall’allora ministro della difesa Rodolfo Pacciardi. Fu posto nella già esistente piazza intitolata a Giuseppe Garibaldi (tale era nella toponomastica cittadina fino a sessant’anni fa), per volere del Sindaco Paolo Savoca di fede repubblicana.

OPINIONI CONTRASTANTI SUL TRASFERIMENTO DELLA STATUA DI MAZZINI

Neonata fazione laica oppure cattolica consolidata, dove si rivedono i cittadini? Siamo andati nel  “quartiere duomo”  per chiedere ai commercianti della via Roma e agli abitanti della zona se patteggiano  per la rimozione del bronzo di Mazzini oppure per la sua permanenza. Marco, conosciuto da tutti come “Smile” barista storico del Bar Delizia è pro Mazzini: “Io penso che si debba valorizzare piazza Duomo e che la statua della Madonna della Visitazione debba essere inserita al suo interno, lasciando piazza Mazzini inalterata.” Ad avvalorare la sua posizione il parere di Maria Gaetana Vicari, ex proprietaria della tabaccheria del Duomo, la quale ritiene: “Se fosse per me collocherei la statua della Madonna in piazza Duomo ed eliminerei quella Mazzini per creare nuovi posti macchina, dato che in città posteggiare è diventato impossibile.” È sufficiente muoversi di qualche metro e rifare  la domanda per accendere il dibattito anche dentro la bottega artigianale e ferramenta della famiglia Rizza, sulla fiancata destra di piazza Mazzini. Claudio, proprietario de “L’ angolo dei ricordi” e Mario patteggiano per la Patrona, ritenendolo un modo per ribadire la devozione della popolazione credente. Mario è contrariato nei confronti delle manifestazioni laiche che reputa estreme e Rizza rincara la dose lanciando una provocazione: “facciamo un referendum cittadino”. Alfredo Rizza, da cinquant’anni dirimpettaio dell’ “Apostolo del risorgimento”, solleva un’altra questione: “Non importa quale statua deve occupare la piazza, che ha già subito più traslochi. Essenziale è il suo decoro, perché fa da cartolina per i turisti. Quindici anni fa si è rotto un sedile e non è più stato riparato. Si pensi prima al degrado, sotto gli occhi di tutti e poi al resto”. Svoltando l’angolo entriamo nel “Bar del Duomo” e troviamo Monica Triccarichi, moglie del titolare anche lei pro Madonna: “Sono a favore della rimozione di Mazzini, perché contrasta con la presenza della chiesa madre”, anche Liboria Millunzi del quartiere del Salvatore la pensa nello stesso modo. I “devotissimi” ed i più anziani del quartiere non accettano il polverone alzato dal movimento “Enna, città laica”, ed inorridiscono al pensiero che qualcuno possa essere fedele alla costituzione italiana e riconoscersi nei valori della democrazia piuttosto che nel “credo religioso”. Il barbuto Gaetano, è pro comitato Mazzini: “Mazzini non si deve toccare. Enna è abitata anche da aconfessionali e pure noi abbiamo il diritto di essere rispettati. Personalmente mi riconosco solo nella storia del mio Paese”. Litigiosi e non, pro Mazzini o pro Madonna, gli interpellati si pongono lo stesso quesito: “chi finanzierà il “volto” nuovo della città?”

Da Enna Press del 29/02/2012

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