Vik

«9 aprile 2011
Ore 19:15 locali.

Un drone israeliano, un veivolo comandato a distanza responsabile dell’uccisione di donne e bambini in queste ultime ore nella Striscia ha appena bombardato a Est di Zaitoun, Sud Est di Gaza city, a circa 200 metri dalle abitazioni della famiglia Samouni.

Il caso “Samouni” è uno degli attacchi terroristici più efferati della storia d’Israele.
Agli inizi di gennaio, 29 membri della stessa famiglia vennero massacrati senza pietà dall’esercito israeliano.

Erano tutti civili. Per lo più donne e bambini.
Stay human

Vik da Gaza city

Ps. Poco fa bombardamenti a Sudania, Nord della Striscia di Gaza: 3 feriti, uno dei quali in fin di vita».

Sei giorni dopo aver scritto queste righe, il 15 aprile di un anno fa, Vittorio Arrigoni veniva ucciso a Gaza per mano dei nemici dell’umanità e del popolo palestinese. Sul suo blog, Guerriglia Radio, raccontava la tragedia che sotto i suoi occhi si consumava a Gaza. Un testimone scomodo, che aveva messo la sua vita al servizio della giustizia e della libertà. Un testimone che ogni giorno, dal suo blog e con i suoi articoli su varie testate, narrava quel che accadeva in quella piccola, martoriata striscia di terra: dalla vita quotidiana frantumata e calpestata ai drammi dei bombardamenti.
Vittorio diceva di sé che aveva fatto della sua vita una missione laica e civile. E fino all’ultimo minuto ha mantenuto fede a questo suo impegno. Per questo forse, nella sua unicità, è divenuto un martire, un uomo che rimarrà sempre nel cuore di ogni palestinese.
Con il suo esempio, ci ha lasciato un testamento scritto con il suo sangue e ha chiesto, a tutte e tutti noi che combattiamo per un mondo più giusto e perché sia data ai palestinesi quella dignità che ogni essere umano deve avere, di non tacere e di non chiudere mai gli occhi di fronte alle ingiustizie, ma di dirlo chiaro, di dirlo vero, di dirlo subito, come aveva chiosato in un’intervista.
Hanno voluto spezzare la sua voce, ma migliaia di voci ora si levano per ricordarlo, per raccontarlo, e queste voci si faranno sempre più forti e urleranno la rabbia, il dolore e l’offesa di questa assurda morte e di tutte le morti in Palestina: saremo un coro assordante in tutto il mondo, da Gaza, dalla Palestina, all’Europa, all’Italia. E prenderemo in mano il testimone della sua lotta e cercheremo, ognuno nel suo piccolo, di portarlo alto, per continuare a raccontare, per essere testimoni, per dire chiaro, vero, subito tutto quel che accade ogni giorno nella terra degli ulivi, nella “terra della Pace”.
Vittorio aveva scelto di lasciare la sua vita da europeo per stare con il popolo palestinese, non solo dalla sua parte, ma parte esso stesso della vita che ogni uomo, ogni agricoltore, ogni pescatore, ogni donna e ogni bambino vive a Gaza. Non gli bastava raccontare, come molti, voleva viverla da testimone oculare quella vita, voleva che i suoi occhi, ogni giorno, ogni minuto, registrassero quel che accadeva e poi che le sue dita sulla tastiera del computer si facessero strumento della sua lotta, concludendo ogni suo scritto con la sua frase simbolo: “Stay Human” – “Restiamo umani”.
La parola come arma invincibile. La parola che fa paura più di una bomba, di un carro armato, di un mitra. La parola che sconfigge quella coltre di silenzio che da decenni si vuole costruire intorno al dramma del popolo palestinese. La parola che da sempre spezza la violenza e il sopruso e che viene temuta dai potenti.
Spezzare il silenzio e l’indifferenza. Questo noi oggi dobbiamo fare. E continuare a farlo ogni giorno, ognuno nel suo piccolo: creiamo una rete di migliaia di voci, che siano voci che in ogni lingua, in ogni angolo della terra, dalla Palestina agli altri paesi, si mettano ora a narrare, a raccontare, a urlare, a spiegare. Senza sosta. Migliaia di voci non possono essere spezzate. E scriviamo quindi la nostra rabbia. Perché qui e ora, Vittorio, vogliamo ricordarti con le parole e dirti che abbiamo capito dal tuo esempio cosa fare: raccontare. Saremo una spada di parole. E non potranno, stavolta, fermarci. Inonderemo il mondo con le nostre parole, perché mai nessuno possa dire: io non sapevo. Questo ci chiedevi. E noi questo faremo. Grazie Vittorio! Sei vivo, sei eterno nei nostri cuori e nelle nostre lotte per una Palestina libera, laica e democratica.
Stay Human

Yousef Salman
Federica Pitoni
Mezzaluna Rossa Palestinese-Italia

Da sito di Rifondazione Comunista del 16/04/2012

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