Tre dissenzienti in Direzione regionale PD: “no a Crocetta, si a Fava”

Il Pd ed il suo candidato alla Regione, Rosario Crocetta perdono pezzi. Tre giovani dirigenti regionali del partito di Bersani – uno, vicino al segretario Lupo e due alla Borsellino -scrivono in una nota la volontà di sostenere alla Presidenza della Regione, il candidato Claudio Fava, sostenuto da Sel, Verdi, Federazione della Sinistra ed Idv.

Manfredi Lombardo, Mariangela di Gangi, Sergio Petrono Baviera. Questi i nomi dei tre dirigenti regionali che criticano le scelte dei ‘potenti’ del Pd e non si ‘riconoscono’ più nel partito.

“Noi siamo convinti – dice Manfredi Lombardo – che Rosario Crocetta, come l’ex governatore Lombardo, ha già firmato troppe cambiali per la nostra Isola. Il mio partito è molto distante da quello che dovrebbe essere. Un partito in cui comanda chi ha più numero di tessere a seguito. Un partito, dove i segretari di circolo, vengono scelti in base al deputato di riferimento”.

Il giovane dirigente palermitano racconta come già dal 1996 con il Pds ha visto lentamente lo ‘sfracello’ di questo partito in Sicilia. “Oramai il Pd in Sicilia ha preso il peggio della Democrazia Cristiana. E’ inaudito – continua – che ancora nel 2012 esistano i signori feudali in un partito in Italia, perlopiù progressista. Potevamo attendere il nostro turno in fila come gli altri, aspettando una ricompensa, per esempio, come un lavoro preso l’ufficio di gabinetto in un assessorato. Molti tesserati al Pd, voteranno Fava in silenzio, perchè grazie al partito, lavorano in un’agenzia di formazione oppure in posti di sotto governo. L’attuale dirigenza non è all’altezza di dare agli elettori un’alternativa. I deputati comandano, mentre i semplici tesserati sono messi da parte”.

Parole di fuoco quelle del giovane del Pd, Lombardo, in linea con la nota pubblicata.

“ Il nostro continuo arrancare e altalenare ci ha ridotti a essere un partito poco riconoscibile, senza un’identità chiara. Scegliere, poi, dei compagni di viaggio che hanno una forte riconoscibilità e che noi stessi abbiamo definito fino a poco tempo fa come autori e complici dello sfascio nella nostra regione – scrivono i dirigenti nella nota – non corrisponde alla nostra idea di cambiamento. Ritrovarci a combattere una battaglia al fianco di coloro che abbiamo sempre combattuto, non ci pare un buon presupposto per costruire l’alternativa. Parliamo di personaggi come Nino Dina, tramite di Cuffaro e Aiello, come emerso dall’inchiesta che ha portato i due in carcere, o Nello Di Pasquale, ex Pdl, poi leader provvisorio di quel movimento per la gente che oggi sta sotto la bandiera di Micciché. Senza dimenticare – continua la nota – tutti quegli esponenti, che sono stati parte integrante del sistema di potere di Lombardo, da cui oggi il Pd siciliano sostiene di aver preso le distanze. Siamo convinti che le nostre elettrici e i nostri elettori non capiranno. Anzi, sono già da tempo perplessi, quando non delusi”.

Da Blog Sicilia del 24/09/2012

Leggi la lettera per intero cliccando QUI

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