“La Sicilia è Femmina!”

Nasce sul web un nuovo spazio pubblico d’informazione, confronto, protesta, indignazione, proposta, aggregazione; uno sguardo sul mondo plurale e diverso ma per ciò stesso unico nella sua narrazione e prospettiva: quella della donna. Promosso da un gruppo di ragazze ennesi, “La Sicilia è Femmina!” esordisce con un Appello, una presa di posizione forte e SCHIERATA, senza giri di parole, nel vivo della campagna elettorale regionale…con Nella Belintende e Giovanna Marano.

La Sicilia è femmina! APPELLO

In ogni lista regionale e provinciale il numero dei candidati di uno stesso sesso non può essere superiore ai due terzi del totale dei candidati”.
E’ da questo passaggio della L.R. 3 giugno 2005, n.7 che scaturisce quello che sembra non essere stato un indaco problema nella presentazione delle liste delle prossime elezioni regionali. La cosa che dovrebbe far più riflettere Noi donne, è l’appellativo “quote rosa” che impropriamente si attribuisce a tale disposizione normativa.  Quote rosa queste non sono!
In una società di reali pari opportunità, questa misura protettiva risulterebbe solamente utile a garantire una giusta parità fra i sessi ma, in un Paese come l’Italia, colloca inevitabilmente chi ne beneficia, la donna, in una condizione di debolezza.
Ed ecco quindi partiti, coalizioni, politici e politicanti alla disperata ricerca di una donna “perché lo dice la legge”, pena l’annullamento della lista. Le “quote rosa”, così, mutano in una sorta di concessione, che spesso risulta manovrata da un qualsivoglia potente uomo politico, e una legge teoricamente genuina diventa una direttiva scomoda, che complica la scelta delle candidature.
Intendiamoci. Siamo consapevoli che in alcuni paesi l’introduzione di meccanismi atti a favorire realmente le pari opportunità tra i generi ha avuto esiti positivi. Ma in Italia il discorso è radicalmente diverso.
In un paese in cui la costruzione della morale è stata demandata per decenni allo Stato Vaticano, alle cui direttive la classe politica si è costantemente e miseramente genuflessa, l’immaginario collettivo della donna “regina del focolare”, dedita “per natura” e vocazione alla procreazione della prole, alla cura ed all’educazione dei figli, al mantenimento ordinato delle mura domestiche, è divenuto preponderante. L’Italia un paese di reali pari opportunità non lo è mai stato, e una legge che in altri paesi si prefigge di combattere il sessismo, da noi diviene necessariamente elemento della sua perpetuazione.
La verità è che una legge, purtroppo, non basta: affinché rimedi e sostegni funzionino e le donne possano realizzare le loro aspirazioni personali, è indispensabile una nuova presa di coscienza collettiva e di genere sulla necessità di superare gli stereotipi e di recidere i legami con un potere per il potere.

In un contesto così desolante, la lista della Sinistra Unita costituisce una evidente eccezione, essendo l’unica lista (non solo nella provincia ennese, ma nell’intera regione) che, presentando due donne su tre candidati, rispetta la quota…AZZURRA però!
Rifuggendo dallo schematismo maschilista, tutti e tutte assieme, compagni e compagne, siamo riusciti a tirarci fuori dalle “incombenze” legislative, a ragionare sulla concreta efficacia della nostra proposta politica e, solo dopo, a scegliere chi e perché sarebbe risultato il/la candidato/a maggiormente in grado di rappresentare le istanze, innanzitutto, dei ceti più deboli, di quelli, cioè, che la crisi economica che viviamo ha ulteriormente piegato e messo ai margini.

La candidatura di Nella Belintende è l’esito naturale di questo processo.
Nella, sarebbe stata inserita nella lista della Sinistra Unita anche se l’obbligo di legge non fosse esistito: la consideriamo infatti una compagna validissima, che si è distinta in passato per aver ricoperto la carica di assessore ai servizi sociali al Comune di Assoro, per aver conseguito ottimi esiti nella precedente tornata elettorale regionale, e aver continuato la propria attività dirigendo un patronato provinciale e impegnandosi nella promozione dell’attività sportiva femminile.
Espressione dell’unità della Sinistra, riteniamo che Nella incarni al meglio quel cambiamento che, insieme a Giovanna Marano, vogliamo che investa l’intera Sicilia: un cambiamento partecipato e che parta dal basso, come dimostra la campagna elettorale portata avanti proprio dalla Marano, che prendendo il testimone da Fava presenta un programma elaborato proprio grazie ai contributi degli elettori.
Una donna dello spessore di Giovanna Marano, dirigente del movimento sindacale della Fiom Cgil, candidata alla presidenza della Regione Siciliana per la coalizione “Libera Sicilia”, segna una rottura degli stereotipi di genere che in Sicilia potrebbe portare ad una grande rivoluzione culturale. Giovanna è infatti una valida compagna di lotta, che da sempre si batte a sostegno dei lavoratori e che sin dalle prime ore dall’ufficializzazione della sua candidatura ha reso proprio lo slogan “cominciamo dal lavoro”. Ed è questo il GENERE di CAMBIAMENTO che noi, Giovani Comuniste, auspichiamo per il futuro della Sicilia, una vera rivoluzione che abbia inizio dai seggi elettorali siciliani.

Prime firmatarie: Gloria La Greca, Mariagrazia Romano, Giulia Papa, Adriana Papa, Giovanna Scordo, Maura Speranza, Gabriella Demaria, Rosy Sanfilippo, Gabriella Mancuso, Alba Tamburella, Anna Bonomo.

Per aderire scrivi a lasiciliaefemmina@gmail.com

www.lasiciliaefemmina.wordpress.com

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