Anche in provincia di Enna si costituisce il movimento “Cambiare si può”

Cambiare si puòNella serata di lunedì 17 dicembre, su iniziativa di numerose personalità della società civile, si è tenuta a Enna l’assemblea provinciale per la costituzione di “Cambiare si può!”.

Anche in provincia di Enna, dunque, prende avvio il movimento che a livello nazionale esprime candidature e adesioni del calibro di De Magistris e di Ingroia. Un movimento che non è una semplice sommatoria di sigle e che, anzi, è aperto a tutti: a singoli cittadini, a esponenti di associazioni e di gruppi spontanei che nel territorio agiscono per la difesa dei beni comuni e delle libertà. Cittadini comuni ai quali il movimento riconosce ruoli di direzione e di rappresentanza.

Il “movimento arancione” Cambiare si può disapprova le politiche di Monti — imposte dai poteri forti sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori italiani — ed esprime un forte dissenso nei confronti dei partiti tradizionali (Lega, PD, PDL e cosiddetto “terzo polo” con i loro alleati e sostenitori palesi e, spesso, occulti) ritenuti fra loro intercambiabili e complici delle politiche impopolari perpetrate contro il popolo sovrano che è stato depauperato sul piano economico e dei diritti. E che questi partiti vogliono continuare a spogliare dando continuità alle politiche liberiste di Monti, Alfano, Berlusconi, Fini, Casini e Bersani.

Il movimento che si sta costituendo in tutta Italia si esprime, e decide, in maniera assembleare e ogni cittadino che ne condivide il percorso e gli ideali può prendervi attivamente parte sia a livello locale che a livello nazionale. Nei prossimi giorni, infatti, attivisti della provincia di Enna parteciperanno alla Assemblea nazionale nella quale verrà discussa pure la formulazione delle liste e la direzione politica del movimento prendendo spunto dalle indicazioni emerse dalle assemblee locali di ogni parte d’Italia.

L’obiettivo che il movimento si propone è di dare una chance di rappresentanza a tutte le istanze i cui bisogni e interessi sono stati vigliaccamente estromessi dalla partecipazione attiva alla vita pubblica: la priorità non è lo spread né gli interessi dei banchieri e della grande finanza, ma la pace, il benessere, la difesa del reddito, la salute, lo sviluppo sostenibile, il rispetto per l’ambiente, la scuola con la conoscenza e la ricerca, il welfare. In breve: cambiare si può… il futuro.

Carmelo Albanese

Giovanni Contino

Salvatore Giordano

Michele Lo Bianco

Francesco Lodato

Giulia Papa

Sebastiano Pruiti

Da Dedalo e Enna Press del 19/12/2012

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