Margherita Hack: “Ingroia va nella giusta direzione”

Margherita HackSono perfettamente d’accordo con le proposte di Antonio Ingroia, le condivido e mi sento in piena sintonia con lui e con il movimento che sta crescendo al suo fianco. Credo che in questa fase particolare della vita politica italiana ci sia un gran bisogno di persone come lui che hanno un passato di vita, anche rischiosa, interamente dedicata al Paese. Ingroia è uno di quelli che fanno i fatti e non le chiacchiere. Mi auguro che riesca con il suo movimento a cambiare realmente l’Italia, perché c’è un gran bisogno di cambiamento.

Margherita Hack

Non è un’impresa facile. Questo nostro Paese è regredito a livelli vergognosi con il ventennio di Berlusconi. Mi auguro che, con Ingroia, si ritrovi il senso dell’onestà, del rispetto delle leggi, del rispetto del bene comune e della cosa pubblica, insomma una rivoluzione civile come dice il suo slogan. L’Italia è composta in gran parte di gente onesta e operosa e vi è una enorme indignazione per tutte queste ruberie che si sono avute anche nel mondo della politica. Serve quindi una nuova moralità pubblica che è completamente sparita e servono persone che guardino agli interessi della collettività e che portino avanti una lotta efficace all’economia criminale che ormai è molto ramificata da nord a sud.

Sono d’accordo con Ingroia anche quando dice che i lavoratori e il ceto medio hanno pagato la gran parte del costo della crisi. Il professor Mario Monti è persona onesta e rispettabile, ma è un economista di destra e le sue ricette economiche sono di destra. Con la crisi è cresciuto il divario fra i ricchi e i poveri nel nostro Paese.

La Ricerca scientifica e quella finalizzata all’innovazione è fondamentale per lo sviluppo di un paese. E’ una voce che non va assolutamente tagliata, al contrario bisogna investire nella ricerca perché è quel settore che fa crescere e aiuta ad uscire dalla crisi. I tagli si sono abbattuti anche sulle università, ma è un errore. Le nostre università sono buone nonostante i casi di nepotismo e clientelismo che si sono verificati. La dimostrazione sulla buona qualità dei nostri atenei l’abbiamo quando vediamo i nostri ricercatori che vanno all’estero. Si trovano tutti bene perché sono ben preparati. Non si può tagliare sul sapere e sulla conoscenza. Lo stesso discorso vale per la scuola. Gli insegnanti hanno il compito delicatissimo di preparare e formare i ragazzi e si ritrovano umiliati da stipendi bassi e scarsa considerazione del loro lavoro. Questo crea frustrazione.

E invece bisogna ritrovare la fiducia in noi stessi e nel futuro del nostro Paese. L’impegno di Antonio Ingroia va nella giusta direzione.

Di Margherita Hack su Rivoluzione Civile del 02/01/2013

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