Enna: Il Multisala Grivi a rischio chiusura

Enna - cinema GriviLadies & gentlemen, vi presento Enna: 28.000 abitanti, una università privata  con 10.000 iscritti e un cinema dove si recano circa 10 persone al giorno. C’è da essere orgogliosi!

Se oggi sarà possibile andare al cinema per vedere Anna Karenina, il film di Joe Wright in programmazione nell’ambito della cinerassegna d’essai, da domani le saracinesche del cineteatro Grivi resteranno chiuse. “Abbiamo deciso di chiudere per una settimana per dare un segnale forte alla città – spiega Cettina Emmi che da sempre gestisce l’unica sala cinematografica del capoluogo – Se non cambierà nulla in questo frangente, tempo proprio che, onorati i contratti già firmati, la chiusura non potrà che essere definitiva. Purtroppo – continua la direttrice – la situazione è diventata insostenibile e l’attività già di per sé difficile, con la crisi dilagante non riesce più a reggere i colpi”.

Dopo la riapertura nel febbraio 2007 – che dopo otto anni di chiusura ha visto la ripresa del cinema di piazza Ghisleri, fondato nel 1951 dai fratelli Grillo e Virlinzi, sotto una nuova veste, con due sale (la Faenza e la Tornatore) anziché una sola, un restyling generale e con i necessari adeguamenti alle norme di sicurezza – il pericolo di vedere restare il capoluogo senza nemmeno una sala cinematografica sembrava scampato. “E purtroppo le cose non sono andate come speravamo tutti – dice la Emmi – Nonostante i vari sforzi della società, che ha provato varie strategie e rimodulazioni, gli ingressi sono diminuiti vorticosamente. Nei soli ultimi due anni abbiamo avuto 15mila ingressi in meno. Da un anno ho dovuto licenziare uno dei quattro dipendenti e adesso non ce la facciamo proprio più a sostenere le enormi spese di gestione (già solo l’energia elettrica richiede intorno ai 2.300 euro al mese)”.

Dei 580 posti presenti nella struttura complessivamente (436 nella sala A e 131 nella B), in media a serata se ne riempiono una decina. “Il pienone il sabato e la domenica e solo con film di cassetta – dice – E così raggiungiamo in media le 30-50 persone a sala. Questo è il nostro sold out”. Dell’appello per salvare il Grivi sembra essersene già fatto carico Maurizio Bruno, consigliere comunale Open. “Solleveremo il problema in consiglio – dice Bruno – non tanto per salvare la struttura che è privata, quanto per salvaguardare un presidio culturale importantissimo per la città. Ritengo che con convenzioni per anziani, scuole e altre simili iniziative, possiamo sperare di aiutare il Grivi a continuare a fare cultura per tutti noi”.

Di Danila Guarasci su Enna Press del 12/04/2013

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9 Risposte to “Enna: Il Multisala Grivi a rischio chiusura”

  1. BRUNO CECCO Says:

    MI SEMBRA UNA BUONA IDEA CONSERVARE LA NOSTRA CULTURA E ANZITUTTO PROMUOVERLA PER LE FUTURE GENERAZIONI. Bruno Cecco

  2. Andrea Cino Says:

    Quindi la soluzione sarebbe far pagare a tutti un biglietto “forzoso”, liberamente tratto dalle loro tasse? Forse è il caso di ripensare all’attività, con promozioni, incontri e quant’altro riesca a diversificare l’offerta tra l’andare al cinema e guardare un Blu-Ray comodamente a casa su uno schermo da 52” e dolby surround?

  3. Enrico Orso Maria Coppola Says:

    Magari aiuterebbe che l’ennese ottuso maturasse il semplicissimo concetto di fare VITA SOCIALE invece di marcire sul divano di casa a guardarsi il blu-ray? Non arrivo nemmeno a tirare in ballo la questione culturale perché è come parlare di Aristotele ai tacchini

  4. Serena Sera Barletta Says:

    Penso che il cinema sia un luogo di cultura (non sempre, però spesso) e di comunità.
    Io, anche se spesso il biglietto costa tanto, ci vado con i miei amici per andare a vedere un film tutti insieme…e spesso è più divertente che stare a casa!
    Dobbiamo preservare uno dei pochi luoghi di comunità di Enna, del nostro paese…altrimenti che ci resta? Forse molti non capiscono che Enna sta diventando un paese fantasma…levate cinema, teatro…cosa rimane? la settimana santa? la madonna del 2 luglio?
    Ora…parlo da atea, ma preferisco andarmene piuttosto che vedermi solo due grandi eventi ogni anno, per di più posseduti dalla chiesa.
    Se ci teniamo alla nostra integrità culturale, dovremmo iniziare a mobilitarci NON SOLO per il NOSTRO cinema, ma anche per le attività culturali che ci sono ad Enna.
    Prima ad Enna bassa c’era la rassegna ‘narrazioni d’amore’, e l’abbiamo persa. Poi c’è stata la stagione musicale e teatrale al teatro garibaldi, con un bravissimo direttore artistico (Mario Incudine) e l’hanno sostituito.
    Mi viene da pensare che ormai gli ennesi pensino solo a mangiare patatine davanti alla mediaset, girare per il belvedere e andare ogni tanto al pub.
    Giovani e adulti, svegliamoci!

  5. Pirrera Michele Says:

    Andare a vedere un film al cinema e’ fare un viaggio di due ore immersi in un ambiente fantastico. Ho letto che la gente preferisce vedere i film in dvd o blu-ray. Non e’ vero la gente preferisce scaricare spazzatura da internet. In questo stato di illegalita’ chi lavora illegalmente e’ premiato.

  6. Carmelo Says:

    Il cinema, come il teatro, possono essere molte cose, e su questo condivido tanto di quanto è stato scritto. Qua il punto mi pare un altro, ovvero il confronto tra il numero di abitanti e, soprattutto, la cifra di iscritti al laurificio, e la media di ingressi al Grivi registrata dalla Emmi.
    Credo, insomma, che sarebbe il caso di interrogarsi sulla effettiva portata – in termini economici e di “domanda” di cultura – dell’università: rimettendo in discussione il modello-Kore, forse, riusciremmo a capire meglio – e dunque a modificare/trasformare – la realtà ennese.

  7. Engel Says:

    Che le sale cinematografiche private siano ormai in declino, è risaputo da anni: colossi come UCI e The Space, stabilendosi nei centri commerciali, hanno fatto rapidamente man bassa decretando l’ei fu delle sale cittadine. Non solo: tanto per portare un esempio, con la tessera IKEA il biglietto costa 5 euro, e le differenze in termini di qualità audio/video sono ben notevoli.

    Non parlatemi di mancanza di vita sociale: l’ennese generico medio, altresì scientificamente nominato “homo plangor” è campione di serate sparse tra i pub del centro e il capoluogo etneo. E comunque, il mattino dopo ha sempre da ridere: perchè se resta a ghEnna, “ci sono sempre gli stessi in giro”, se migra verso altri lidi “la benzina costa tanto ma c’è vita”…

    Morale della favola: IKEA + filmone + mentre che ci sono resto a Catania, e il gioco è fatto.

    Altrimenti, un pò di matematica:

    ADSL + mezz’ora di tempo = film screener.
    ADSL + mezza giornata di tempo = .mkv BD rip da paura.
    film screener / .mkv = massimo risparmio con il minimo della spesa.
    Una pizza, qualche amico, e bye bye arrivare alla saracinesca del GriVi mezz’ora prima dell’inizio del film, aspettando con le solite facce della domenica primo orario il magico suono della saracinesca.

    E Serena…non buttarla sul “giovani e adulti svegliatevi”. PER FAVORE. Quando avevo la tua età dicevo anche io le stesse cose, e come vedi dopo ben 17 anni non è cambiato nulla. Ho il doppio della tua età (credo…) e i problemi sono sempre gli stessi, ma si chiamano in modi diversi. Adesso si chiama ADSL, prima era il marocchino al mercato con una VHS con la copertina di Nikita, e appena mettevi il film spuntava Edward Mani di forbice o – peggio ancora – Il tè nel deserto…

    Quello che scrivo, lo scrivo mentre mi piange il cuore, perchè al GriVi ho visto di tutto e di più (a parte i porno del martedi pomeriggio, ahimè), e quando uscivo c’era il teatro aperto, c’erano le giornate GAS e le calie, c’erano le giostre alla Torre di Federico e le feste dell’Unità alla villa Farina, c’era il castello di lombardia e i concerti del teatro più vicino alle stelle…c’erano
    “cose che voi umani non potreste immaginarvi […]E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.”

    L’unica cultura che regna a ghEnna è quella del 2 luglio, del venerdì santo e delle lamentele.
    Tutto il resto è l’Aristotele dei tacchini, “tantu, ccù nn’atri sei misi, stu firm nnu fanu vidiri à televisioni.”

  8. mario Says:

    forse il personale dovrebbe essere più gentile, i prezzi più modici vista la mediocrità del cinema…le sale sono in condizioni pessime. e poi visti i due film, per il resto della settimana la gente cosa dovrebbe andare a vedere?una sera hanno perso 4 spettatori solo perchè una aveva dimenticato il libretto universitario e si sono rifiutati di farle comunque lo sconto…i clienti bisogna saperli trattare, specialmente nella loro pessima situazione

  9. Stefano Viavattene Says:

    il problema, secondo me, consiste nella scarsa organizzazione degli spettacoli (come detto qui sopra).
    se una persona si vede un film non va a rivederlo il giorno dopo, a meno che non è uno di quei nerd che anche se il film non gli è piaciuto se lo guarda altre 2 volte.
    certo, si fa in modo di dare la possibilità a chi non è riuscito a vederlo in quel giorno avere ancora una settimana di tempo, ma in quella settimana sono finite le entrate per quel film.
    inoltre bisogna puntare su film che richiami un grande numero di spettatori, e i migliori spettatori sono i giovani che vogliono film ricercati e apprezzati da tutti.
    un esempio?: tutti i film targati Marvel. le sale erano praticamente piene i primi giorni in cui usciva, poi non so, non ci sono tornato…
    se dovessi dare un consiglio al grivi sarebbe quello di non fare solo 2 film a settimana; in questo periodo che devono recuperare sarà un pò difficile certo… ma se ci sono più di due film da scegliere potrebbe aumentare il numero di ingressi.
    tipo…..un giorno fanno un film d’azione e uno romantico, il giorno dopo documentario e animazione, il giorno dopo ancora altri due film e la settimana dopo si cambiano giorni e film.
    io il cinema ideale lo immagino così, perchè altrimenti vai al cinema un giorno e poi ci si vede settimana prossima (forse…)

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