Il rischio di testimoniare l’inutilità del voto

Beppe GrilloCari amici 5 Stelle,
ho compreso in maniera definitiva che il vostro movimento correva verso il precipizio allorché Beppe Grillo auspicò un’alleanza di governo Pd-Pdl che lo avrebbe condotto a guadagnare il 100% dei consensi elettorali degli italiani. Da quella base amplissima, a suo dire, senza più opposizioni, sarebbe partita l’azione riformatrice che avrebbe cambiato l’Italia. Questo modo di ragionare è improvvido per più ragioni, su cui non mi soffermerò. Ma è anche privo di fondamenti storici. E’ verissimo che il sistema politico italiano è al collasso, ma che cosa può venir fuori dalla sua definitiva distruzione non sta nelle disponibilità personali di Grillo.

Di Piero Bevilacqua (storico, Università La Sapienza di Roma) su Il Manifesto del 14/05/2013


All’indomani della prima Guerra mondiale il sistema politico liberale si decompose, anche per effetto dell’ingresso delle grandi masse popolari nella scena politica. Ma non furono né i socialisti né i popolari a ereditare il potere dai notabili liberali. La borghesia italiana trovò una soluzione insperata e imprevista nel fascismo, che regalò all’ Italia vent’anni di dittatura. C’è nelle vostre file un grave errore di prospettiva e di valutazione, oltre ai mille altri deficit di cui son gremite le cronache. Senza dire dello stalinismo mediatico su cui si regge la vostra organizzazione. Quale prospettiva di democrazia suggerite col vostro stile di disciplina interna? Voi credete di incarnare un movimento storico in ascesa – e in parte lo siete – ma oggi rappresentate soprattutto, alle attuali dimensioni, un evento elettorale. La sproporzione tra i numeri dei vostri militanti e quelli dei vostri elettori (oltre 8 milioni) si spiega con un moto di protesta e di “rivolta elettorale” di milioni di italiani letteralmente disperati di fronte all’inettitudine e all’egoismo affaristico del ceto politico nazionale. Ma quei voti disperati erano anche gonfi di speranza nella vostra capacità di cambiare al più presto anche la natura tortuosa, attendista, opaca dell’agire politico.
Nei pochi mesi seguiti all’elezione voi avete mostrato di tenere più alla vostra purezza ideologica e alla vostra unità interna (con un egoismo non diverso da quello della “casta”) che alle sorti del Paese. E gli italiani che hanno potuto – gli elettori del Friuli Venezia Giulia – vi hanno inviato un messaggio che vi dovrebbe allarmare.
Ora, poiché con la formazione del nuovo governo, si è realizzato quanto Grillo sperava ( insieme a Berlusconi e a parte del Pd, ma guarda un po’!) si apre per voi non la prospettiva di crescita che speravate, ma l’avvio di un accelerato declino. La tentazione di credere che il governo in carica rinfocolerà i risentimenti degli italiani contro il sistema politico, accrescendo il consenso al vostro movimento, solo sulla base dalla vostra assenza dai giochi del potere, è un’illusione nefasta. Gli italiani chiedono certo trasparenza, ma anche qualcos’altro. Se voi spenderete i prossimi mesi di vita parlamentare solo per criticare le iniziative governative e le mosse dei partiti, alle prossime elezioni (che possono essere decise a ogni momento da Berlusconi) sarete severamente ridimensionati. Tutto possono oggi tollerare gli italiani, tranne che lo spettacolo di 163 parlamentari impegnati a testimoniare la loro inutilità.
Servono a poco gli urli di protesta, se ignorate che la capacità di sopportazione degli italiani ora vi riguarda direttamente. Gli elettori oggi pretendono anche da voi quello che è mancato in questi ultimi 20 anni: una opposizione reale alle forze dominanti, fatte non di chiacchiere pubblicitarie, ma di azioni concrete. Perciò non solo la vostra crescita, ma la vostra stessa salvezza è affidata all’ efficacia dell’azione parlamentare che saprete condurre nei prossimi mesi. Altrimenti non solo indebolirete una potenziale opposizione della sinistra in Parlamento – continuando a favorire il centro-destra, come avete fatto sin qui – ma molti di voi chiuderanno assai presto la loro avventura, accrescendo il tracollo delle rappresentanze popolari e democratiche alle prossime elezioni. Eppure, voi avete ancora la possibilità di dare un impulso nuovo all’opposizione in Parlamento. Io credo che voi potreste concentrare la vostra azione su un paio di temi rilevanti su cui tessere un’alleanza alternativa.
Il primo è senza dubbio quello relativo al reddito minimo. Tale rivendicazione appare oggi -a parte il suo merito – una grande contromossa alla carta ricattatoria giocata da Berlusconi su tutto il fronte progressista, quella dell’abolizione e restituzione dell’Imu. E’ più efficace, contro la recessione, il reddito minimo distribuito a milioni di non abbienti, che lo trasformeranno immediatamente in spesa e consumo, o la restituzione di poche centinaia di euro a tutti i proprietari di prime case, fra cui ci sono milioni di abbienti, che neppure si accorgeranno del nuovo introito? Quanto consenso trasversale può far guadagnare il fornire un sostegno pur contenuto a milioni di giovani mai entrati nel mercato del lavoro, ai disoccupati di lungo corso? Il secondo punto riguarda la scuola e l’Università. Quest’ultimo tema riveste grande importanza strategica per le sorti future dell’Italia.
Esso comporta, certo, una nuova strategia di investimenti, l’immissione di nuovi docenti, risorse per la ricerca, se non vogliamo che un grande paese industriale finisca alla periferia del mondo. Ma ci sono riforme da introdurre subito nell’Università che sono senza spesa. Si pensi alla cancellazione del nefasto 3+ 2, all’abolizione dei crediti, alla semplificazione della macchina burocratica e dell’organizzazione didattica, alla limitazione della durata dei rettori, ecc. Alcune riforme come l’abolizione dell’Anvur, nuovo carrozzone clientelare di italica fattura, farebbero risparmiare centinaia di milioni di euro, da destinare a borse di studio per studenti e neolaureati. E su questo terreno potreste legavi ai movimenti, ai giovani, agli studenti. E naturalmente potreste creare alleanze trasversali con i parlamentari di Sel, ma anche con i tanti parlamentari del Pd disponibili a battaglie riformatrici e dotati anche di esperienza politica e del sapere istituzionale che a voi manca. Naturalmente, condizione perché questo si realizzi è che tutti voi cessiate di immaginare che la politica sia una pratica onanistica, sia pure di gruppo.

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2 Risposte to “Il rischio di testimoniare l’inutilità del voto”

  1. E.T. Says:

    seguendo la diretta dalla Camera ci si fa l’idea di come gli #m5s siano dei totali sprovveduti in mezzo ad un branco di lupi famelici.
    E così, tra un attacco ai fondi all’Expo che cercano di attrarre “illusionamente, in modo abbastanza illusionistico”, gli investimenti; riformulazioni all’impronta degli emendamenti; confusione di emendamento con ordine del giorno, con richiamo del marito della di girolamo e il siparietto leghista che sbeffeggia i grullini proponendo un “momento didattico” per spiegare loro il regolamento della Camera (qual ignominia!), resta il fatto che gli #m5s hanno presentato solo 5 emendamenti (uno all’articolo 9 e 4 all’articolo 12) sui 40 presentati!
    Inutili. Anzi: dannosi!

  2. fausto Says:

    Inutili? Dannosi? Guardate meglio, poche sere fa sentivamo parlare in tv il signor Brunetta. Brunetta, avete letto bene.

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